venerdì 30 maggio 2008

GUGLIOTTA : UN GIORNALISTA PER CASO


E' un divertimento, per tutti coloro che hanno tempo da perdere, leggere le illuminanti news del giornalista Roberto Gugliotta. Qualche volta capita anche a noi leggere qualche "opinione - commento" del grande informatore. Sarebbe meglio dire che cerchiamo di leggere e capire il senso. Si,perchè spesso il soggetto delle sue frasi è celato,il predicato verbale è messo dove capita e il complemento oggetto si estende a dismisura girando e rigirando tra allusioni e ironie mancate. L'unica cosa spesso chiara è invece l'oggetto - soggetto che vuole sponsorizzare. Certo disinteressatamente. In passato gli è toccato corteggiare Ragno e magari Buzzanca. Oggi, il giornalista per caso, ha osannato D'Amore,il candidato usa e getta che compra e distribuisce pubblicità a quintali: chissà con quali fondi. D'Amore è diventato, per "la penna delle libertà", un grand'uomo che si batte per la legalità, l'etica e tanti bla,bla. Complimenti Gugliotta. In mancanza di notizie riservate provenienti dal circuito penale il nostro si accontenta di sparare stupidaggini senza par condicio.

mercoledì 28 maggio 2008

LA MAFIA DEI RIFIUTI E LE COMPLICITA' ISTITUZIONALI


Se gli ex sindaci ( e ancora candidati ) non avessero la coda di paglia potrebbero oggi dire tutta la verità sulla gestione e sul business dei rifiuti. Una verità che, a ben leggere e ricordare la seduta del Consiglio Comunale del 3 ottobre 2007, sarebbe forse venuta fuori se non fosse arrivata la sentenza del CGA.
Il resoconto di quella Assemblea è emblematico. Messina Ambiente e Ato ( a detta degli stessi consiglieri ) rappresentavano per più di mille motivi uno scandalo pubblico: assunzioni – politiche - clientelari, gare espletate senza evidenza pubblica, conflitti d’interesse, disservizi di ogni tipo, sprechi sontuosi, non applicazione di tutte le normative nazionali e regionali, inesistenza di raccolta differenziata, aumento continuo e vertiginoso della tassa comunale sui rifiuti. Un ginepraio di società che appaltano subappaltano servizi moltiplicando costi e disservizi. C’erano insomma tutti i presupposti per arrivare alla situazione attuale. I vertici dell’Ato e di Messina Ambiente non dettero mai nessuna spiegazione e nessun chiarimento ai cittadini, ai loro azionisti complici (sic). Nessuna istituzione “alta” chiese mai ai responsabili di tanto sfascio conto di nulla. Una soltanto minacciata commissione d’indagine amministrativa non vide mai la luce. Il sindaco Genovese, come è suo solito fare su tutto, sorvolò con estrema leggerezza e noncuranza forte degli interventi in aula del suo capogruppo Foti e del guerresco Curcio. Le metastasi intanto si impadronivano del malato ( cioè del servizio di raccolta e smaltimento) condannano questa città a subire i misfatti dei propri amministratori.

La Lista Civica Messina in Movimento, oltre a diffondere e pubblicare il resoconto della seduta del 3 ottobre 2007, consegnerà lo stesso al Prefetto di Messina e al procuratore della Repubblica. Chissà che non abbia la stessa fortuna degli interventi dell’avvocato Scurria.

domenica 25 maggio 2008

STRATEGIA & POLITICA INCENDIARIA


I cassonetti in città bruciano sistematicamente:ed è la prima volta che ciò avviene con tale scientificità.Non è però la prima volta che i lavoratori si fermano per il ritardo nei pagamenti mensili delle buste paga. Era già avvenuto lo scorso 18 novembre del 2007. Allora qualcosa di diverso questa volta deve esserci per vedere tanti cassonetti in fiamme. Siamo in campagna elettorale e questo potrebbe spiegare tutto. Proviamo a ragionare. Il commissario Sinatra è nemico giurato della precedente amministrazione.Il suo obiettivo primario, appena arrivato in città, è stato subito quello di eliminare tutti gli incarichi che l'ex sindaco aveva generosamente distribuito. La sua opera, secondo noi, è stata, da questo punto di vista, comprensibile e spesso giustificata. Fuori i fedeli servitori di Genovese e dentro quelli per lui più affidabili.La idiozia di Sinatra, e dei suoi consiglieri, è stata però quella di penalizzare i lavoratori non garantendo loro regolarità nelle retribuzioni.Da qui le accuse di Genovese e le iniziative di vera e propria guerriglia del suo contorno ( Panarello - Scurria - ecc)contro l'attività del commissario regionale. Da aggiungere la pesantissima campagna contro Sinatra del direttore di Tremedia che chiede ripetutamente l'allontanamento del Commissario.
A conclusione la criminale attività incendiaria dei cassonetti tutt'altro che circoscritta.In questo contesto l'assoluta assenza di attività di prevenzione e repressione da parte della polizia di stato e di quella municipale.Come mai? Dove si vuole arrivare giuocando sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini che subiscono danni pesantissimi alla propria salute? Si vuole arrivare a sostenere che la colpa di tutto ricade nel commissario e,quindi, nella sua parte politica.
Si da il caso,però, che i vertici di Messinambiente abbiano come riferimento proprio Genovese. Il direttore della società è costantemente parcheggiato presso la sede elettorale di via Primo Settembre. Anche il proprietario dell'immobile che incassa un tesoretto per la locazione della sede è un signore vicino all'amministrazione Genovese. Lo stesso che poi è anche legale di fiducia di Palazzo Zanca. Come mai costoro non sono intervenuti prima che si arrivasse a questa situazione? Come mai anche loro non hanno preso provvedimenti per tempo? La vicenda puzza.L'odore però non è soltanto quello acre della diossina sprigionata dagli incendi dei cassonetti.Sembra piuttosto che ci sia anche l'odore della politica cialtrona che assolda la malavità per destabilizzare la situazione a proprio favore.

venerdì 23 maggio 2008

GRAZIE - GRAZIE - GRAZIE

GRAZIE  AGLI  OLTRE  850   ELETTORI   CHE  HANNO   PERMESSO  LA PRESENTAZIONE  DELLA LISTA.
 
 
VI  ALLEGO  IL COMUNICATO STAMPA  DI OGGI.
 
ADESSO  DOBBIAMO  RECUPERARE  TUTTO IL TEMPO.  PROPONGO UN INCONTRO  PER DOMANI SABATO  ALLE  ORE  10,00  A  S. FILIPPO (sede accagaia).
confermate la vostra presenza oppure indicate altre ipotesi  
 
COMUNICATO N°727 - VENERDì  23 MAGGIO 2008

LE LISTE PER LE AMMINISTRATIVE 2008: INTEGRAZIONI PER UNA LISTA DEL CONSIGLIO E DUE ESCLUSIONI NELLE CIRCOSCRIZIONI

Le Commissioni elettorali comunali hanno completato il lavoro di verifica delle liste presentate per l'elezione del Sindaco, il rinnovo del Consiglio Comunale e dei Consigli circoscrizionali. La commissione elettorale circondariale non ha ricusato alcun contrassegno ed ha ratificato le candidature a Sindaco di Rosario Ansaldo Patti; Giuseppe Buzzanca; Filippo Clementi; Fabio D'Amore; Francantonio Genovese; Saro Visicaro. Per le 28 liste del Consiglio non sono state operate al momento esclusioni, essendo state rilevate solo difformità formali, in corso di integrazione da parte dei presentatori della lista Gioventù della Libertà - La Destra-F.N.. Per i Quartieri è stata invece operata l'eliminazione della lista Rialzati Messina con Buzzanca sindaco nella IV circoscrizione, per carenza del numero di sottoscrittori e Con Francantonio per Messina, nella II circoscrizione, per numero di candidature inferiori a quello previsto


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saro visicaro

giovedì 22 maggio 2008

TUTTO SULLA LISTA CIVICA MESSINA in MOVIMENTO

VISICARO ROSARIO detto Saro
Residente a Messina via Centonze,182 Nato a MESSINA 16 / 02 / 1947
DE DOMENICO EMANUELA Nata a Messina 25 / 06 / 1972
GRIOLI CETTINA Nata a Messina 08 / 01 / 1976
MANGANO GIOVANNA Nata a Messina 24 / 11 / 1967
MICALIZZI ANNAMARIA Nata a Messina 07 / 11 / 1966
MICELI MARIA Nata a Messina 08 / 12 / 1954
RANDAZZO LUCIA Nata a Catania 15 / 05 / 1940
TORRE CANDIDA MARIA Nata a Milazzo 01 / 05 / 1943
VISIGOTI IRENE Nata a S. Agata Mil. 11 / 01 / 1944
VOITENKO ALEXANDRA
Residente via Curtarone e Montanara,14 Messina
Nata a Mosca 09 / 10 /1971
AIELLO BERNARDO Nato a Patti 12 / 12 / 1952
BRIGNONE MARCELLO Nato a Messina 04 / 07 / 1964
CASABLANCA ANTONINO FILIPPO Nato a Limina 23 / 07 / 1951
DE LORENZO ANTONIO Nato a Messina 21 / 07 / 1946
FERRIGNO LORENZO Nato a Messina 17 / 11 / 1950
FRANCO FRANCESCO PAOLO
Residente via Marco Polo,73 - Contesse - Messina Nato a Messina 27 / 04 / 1973
GALIMI MASSIMO Nato a Messina 12 / 04 / 1971
NNELLO GIUSEPPE Nato a Messina 10 / 12 / 1963
LA ROCCA ANGELO Nato a Messina 05 / 01 / 1959
LA ROCCA LUIGI GAETANO Nato a Milano 16 / 01 / 1987
MACRI’ STEFANO
Residente a Gesso via Belvedere,30 - Messina Nato a Messina 11 / 06 / 1974
MANGANO BASILIO detto Fabio Nato a Messina 16 / 06 / 1981
MICELI ANTONINO detto Nuccio Nato a Messina 12 / 05 / 1958
MICELI DAMIANO Nato a Messina 27 / 03 / 1986
PUGLIATTI MARCO
Residente via Trento, 1/d 98123 - Messina Nato a Messina 08 / 10 / 1972
SCIARRONE CORRADO Nato a Messina 24 / 05 / 1951
SIBILLA PIETRO Nato a Messina 27 / 11 / 1953
TRIFIRO’ DOMENICO Nato a Messina 21 7 05 /1947
ULLO NATALE Nato a Messina 20 / 02 / 1945
VENUTI ANGELO Nato a Messina 02 / 11 / 1963

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Programma Amministrativo
del candidato a sindaco
Rosario Visicaro

Elezioni comunali 15 -16 giugno 2008

LA NOSTRA IDEA DI CITTA’.


1) Una città più forte economicamente e socialmente più coesa. Ricostruzione di un rapporto vero e franco con i cittadini attraverso la realizzazione di uno strumento di stimolo e controllo quotidiano del lavoro degli amministratori ( sindaco, giunta, consiglieri, apparati amministrativi). Tutto ciò realizzando un servizio di comunicazione diretto ( facilitato da una emittente radiofonica “popolare”) che, attraverso una redazione qualificata, dia voce ai bisogni dei cittadini e risposte alle loro domande. Creando finalmente un vero “dialogo sociale” tra il”palazzo” e i cittadini. La Trasparenza come metodo e prassi. Il riconoscimento della rilevanza delle organizzazioni dei cittadini in tutti quei luoghi nei quali il loro contributo è decisivo per competenza, esperienza e qualità, superando finalmente gli schemi corporativi della rappresentanza tradizionale da tempo in crisi. Nomina, nei consigli d’amministrazione delle società partecipate, di rappresentanti delle organizzazioni di cittadini. Elezione diretta del difensore civico. Introduzione del referendum propositivo con abolizione del quorum. Pubblicità su tutti gli atti amministrativi e le voci di spesa mediante la pubblicazione in tempo reale le delibere e gli atti emessi.
2) Assistenza all’infanzia. La crescita e lo sviluppo dei ragazzi non può rimanere una questione privata. L’amministrazione pubblica deve garantire i diritti fondamentali per l’infanzia, “governare” i processi dell’istruzione e dell’autonomia, aiutare le famiglie più svantaggiate attraverso detassazioni e una politica per la immediata realizzazione di scuole materne e asili nido. Costituzione e avvio immediato della Consulta del Volontariato che dovrà contribuire a nominare un Garante per l’Infanzia e l’istituzione di una Consulta Giovanile per ogni Circoscrizione. Diritti previsti e tutelati dalla Convenzione internazionale del 20 novembre 1989.


3) Diritti e responsabilità. Per tutta l’amministrazione comunale e per gli enti partecipati si devono definire rigidamente diritti e responsabilità per tutti. Soltanto attraverso un tale processo virtuoso sarà possibile cementare la coesione all’interno di uno stato sociale moderno.


4) La città sostenibile. Provvedimenti immediati per la viabilità : - Riattivazione delle corsie preferenziali per la fluidificazione del trasporto pubblico: Nuovi parcheggi nelle aree di pertinenza militare e nelle aree dimesse delle FFSS attraverso convenzioni e protocolli d’intesa con gli enti. –
Avvio del percorso istituzionale per la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa per la progettazione delle opere connesse al nodo ferroviario intermodale e alla nuova stazione. Progettazione che dovrà riguardare la riqualificazione non speculativa del Water Front , della Zona Falcata ( con il recupero come archeologia industriale dell’ex inceneritore) e con il la bonifica del lungomare che dal Portalegni conduce a Tremestieri.

Revisione del servizio del tram con lo studio di soluzioni innovative. Ridisegno e razionalizzazione delle zone a traffico limitato. Riconfigurazione delle “isole pedonali” e loro compatibilità con i “centri commerciali naturali”. Immediata limitazione del traffico per i mezzi pesanti nel viale della Libertà e del Molo Norimberga con lo spostamento di tutto il traghettamento negli approdi di Tremestieri senza attendere la realizzazione di nuovi moli.

Realizzazione di tre parchi sostenibili e accessibili a tutti ( normodotati e portatori di handicap) – Villa Quasimodo; Parco Aldo Moro; Area del S. Filippo;

Collegamento stabile Sicilia - Calabria. L’attuale progetto del ponte a campata unica è insostenibile e inconciliabile economicamente. Una riconsiderazione del problema diventa urgente. L’inconcludente ossessione Ponte Si – Ponte No porta soltanto a sprechi e fuorvianti campagne ideologiche. L’opposizione a questo progetto quindi è più che necessaria. L’amministrazione dovrà piuttosto condurre una capillare campagna d’informazione sulla inconsistenza dell’attuale ipotesi progettuale e su nuove possibili eventuali soluzioni innovative.

5) Investimento in fonti sostenibili di energia anche mediante un ciclo adeguato della raccolta e smaltimento dei rifiuti (eliminazione del dualismo ATO –Messinambiente). Strategia “Rifiuti zero” attraverso una forte incentivazione della raccolta differenziata con l’obiettivo di raggiungere il 40% in cinque anni e l’obbligo della raccolta differenziata in tutte le strutture pubbliche. Impianti di smaltimento di rifiuti attraverso il trattamento meccanico biologico a freddo. Avvio del riciclaggio completo dei rifiuti domestici Lotta agli sprechi energetici pubblici e privati.


6) Città della solidarietà. Per una società inclusiva, della diversità e dell’integrazione. Coinvolgimento totale e concreto delle realtà di volontariato, laiche e cattoliche senza discriminazioni di fatto. Politiche per favorire lo sviluppo e la crescita dell’associazionismo anche grazie alla cessazione dell’Istituzione ai Servizi Sociali. Indirizzare l’attività della cooperazione sociale vincolandola alla qualità dei servizi offerti piuttosto che alla stratificazione del precariato clientelare. Attraverso l’autorecupero di immobili pubblici daindividuare, cioè una serie di interventi per il risanamento edilizio, la modifica di alcuni spazi degli edifici saranno sistemate le famiglie rom presenti nel campo di S. Rainieri. L’obiettivo: la fuoriuscita delle famiglie Rom dalla marginalità e la loro piena integrazione nel tessuto sociale del territorio.



7) Città del lavoro. L’amministrazione favorirà la costituzione di una società mista ( coinvolgendo la Ferrovie dello Stato spa i Comuni della Provincia di Messina e di Reggio Calabria ) per il traghettamento e i collegamenti veloci nello Stretto di Messina. Fonti ingenti di ricchezza provengono da un servizio offerto attualmente in assenza di concorrenza. L’amministrazione pubblica dovrà concorrere a migliorare il servizio di collegamento tra Sicilia e Calabria garantendo la qualità per i pendolari e, garantendo concorrenza, potrà incrementare decisamente le deficitarie voci di entrata del bilancio ( senza municipalizzare nulla).


8) Tutela del Territorio – Urbanistica – Casa come diritto sociale.
Un mercato immobiliare drogato e l’ingordigia del costruire ha incentivato nuovi e mostruosi insediamenti. Oggi diventa indispensabile e necessario preservare le risorse conciliando le attuali esigenze di vita della popolazione con il futuro del territorio. Non è possibile più commettere errori e sprechi attraverso un’urbanizzazione selvaggia e continua resa possibile dalle varianti al Piano Regolatore e dalla mancanza di infrastrutture e di servizi.
Sarà attuata, attraverso un sistema innovativo di gestione e controllo del Dipartimento di Urbanistica, una politica di contenimento delle espansioni edilizie, la protezione delle aree collinari (equiparandole ai centri storici ).Sarà avviato un controllo della qualità edilizia e sul risparmio energetico degli edifici.
Edilizia sociale
Iniziative di edilizia sociale per rispondere all'emergenza casa. La questione baracche va definitivamente liberata dallo scandaloso mercato clientelare che prolifera, esso si,da oltre 100 anni. La realizzazione dei nuovi alloggi sarà possibile grazie alle aree messe a disposizione dal Comune e dall'attivazione di un apposito fondo immobiliare etico. Programma comunale complessivo dedicato all'edilizia residenziale pubblica e convenzionata con il quale il Comune mette progressivamente a disposizione aree di sua proprietà che invece di essere svendute ai soliti speculatori consentiranno di “dotare” la città di alloggi destinati sia all'edilizia residenziale in locazione a canone sociale o ceduti con mutuo sociale agevolato, sia all'edilizia residenziale universitaria ( una riflessione sull’utilizzo parziale dell’ex ospedale Margherita), al fine di rispondere in modo esaustivo e articolato all'emergenza casa e soddisfare bisogni diversificati, alimentati dal peso crescente di una domanda che investe nuove categorie sociali e livelli di reddito. Fondamentale è il riutilizzo a fini sociali del patrimonio immobiliare del comune, oggi in molti casi svenduto o affittato a canoni ridicoli ai politici locali e alle loro reti clientelari. Vanno ridefiniti tutti gli affidamenti e le locazioni, liberando notevoli risorse da utilizzare a fini sociali. Un indagine diventa necessaria sulla gestione delle risorse per l’edilizia cooperativa agevolata e no.
- Blocco delle avviate procedure per la s-vendita del patrimonio pubblico.


9) Sicurezza: vigile di quartiere
Il problema della sicurezza è stato colpevolmente trascurato da tutte le amministrazioni, producendo una situazione molto grave. Vogliamo una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio, iniziando con una profonda riorganizzazione del servizio di Polizia Locale: meno persone negli uffici e più presenza sulle strade! L’istituzione del vigile di quartiere può essere un valido deterrente verso l’abusivismo e l’illegalità diffusa. I vigili non devono servire solo per mettere multe. Infatti quasi tutte le recenti indagini demoscopiche di questi ultimi anni sostengono che i cittadini sono presi da un senso di insicurezza anche perché su strada non c’è più nessuno in divisa. Per i quartieri il vigile dovrà essere una presenza costante nelle strade, nei mercati, nelle ville. Tutti i giorni dovrà completare il suo giro. Attraverso la collaborazione di tutti i cittadini: occorre mettere in sicurezza i numerosi stabili abbandonati, che troppo spesso ospitano soggetti che compiono attività illecite. Andrà istituito un Centro di Ascolto dei cittadini sui problemi della sicurezza, anche utilizzando il supporto di associazioni di volontariato. Istituzione di un servizio di trasporto serale e notturno per le donne che lavorano attraverso convenzioni con associazioni di volontariato.
10) Riduzione tasse comunali e investimenti per la città
Trasparenza sugli atti amministrativi e tutte le voci di spesa
Pubblicazione di tutti gli stipendi e i rimborsi nel portale internet del Comune. Pubblicazione, oltre al bilancio, della situazione finanziaria per far capire alla cittadinanza come spende il comune e per cosa, come vengono gestite le entrate e la situazione debitoria nei confronti nelle banche e di prodotti finanziari come i BOC o i derivati (swap). Il tutto dovrà essere messo a confronto con altre realtà comunali, con l'amministrazione precedente e soprattutto commentato da un perito esterno o dalla Corte dei Conti. Si dovrà sapere come viene gestito il denaro pubblico, di cui i cittadini ( e non solo) non sanno assolutamente nulla. Pubblicità sui rimborsi, prebende e benefits,. Il Comune dovrà pubblicherà, in tempo reale e nel portale di riferimento, tutti gli atti e delibere emessi. Il comune manderà in diretta streaming tutte le riunioni del consiglio comunale e di evidenziare per ogni seduta i nomi dei presenti e degli assenti e le scelte di voto.

11) Basta sprechi: soluzioni semplici ed efficaci per eliminare le spese inutili
1. Introduzione delle gare telematiche
Introduzione delle gare telematiche estese a tutte le forniture di beni e servizi. Le gare telematiche, consentono una maggiore trasparenza, minore burocrazia ed un notevole risparmio per la pubblica amministrazione quantificabile attorno al 15% del totale della spesa. Le gare telematiche sono già utilizzate con successo da diverse amministrazioni. Tutti i fornitori di beni e servizi riceveranno un “feedback”, ovvero un giudizio sulla gestione degli appalti aggiudicati che contribuiranno all’assegnazione del punteggio nelle gare successive. In questo modo vengono fortemente incentivati i comportamenti virtuosi.
2. Abolizione dei “rimborsi permessi incarico pubblico”
Ci sono nelle amministrazioni locali consiglieri che ci costano fino a 20.000 Euro al mese grazie ai “rimborsi permessi incarico pubblico”: soldi – ovviamente pubblici – che il Comune paga all’azienda nella quale risulta assunto il consigliere comunale e/o di Circoscrizione e che in definitiva arrivano sul conto corrente del politico. C’è chi si è fatto assumere dalla moglie, chi dalla figlia, chi dal fratello, chi da un amico con falsi stipendi elevatissimi. E’ il più ingente spreco di denaro pubblico delle amministrazioni comunali. Non rientrando nelle prerogative del comune l’abolizione di questa pratica scellerata, dovranno essere sollecitati gli organi competenti per intervenire, se necessario, con una proposta di legge di iniziativa popolare. In ambito comunale si dovrà intervenire con un controllo rigorosissimo degli impieghi e degli stipendi dichiarati dai consiglieri, denunciando gli abusi agli organi competenti (Guardia di Finanza, Inps, Magistratura), pubblicando sul sito del Comune tutti i rimborsi richiesti dai consiglieri e informando puntualmente gli organi di informazione locali e nazionali.
3. Tagliare, ridurre, razionalizzare
E’ necessario intervenire con decisione contro il diffusissimo lassismo e assenteismo, individuando e decurtando gli stipendi d’oro, riducendo al minimo le consulenze esterne e le partecipazioni, abolendo inutili apparati amministrativi e razionalizzando le competenze istituzionali tra comune, provincia e regione. Sostituzione in tutti gli uffici comunali dei sistemi Windows ed Office con equivalenti “open source”, consentendo un notevole risparmio sulle licenze d’uso. Perché dobbiamo regalare i soldi pubblici alla Microsoft?


I fondi reperiti grazie alla lotta agli sprechi, alle gare telematiche, ai risparmi energetici e alla raccolta differenziata vanno destinati a:
1. Riduzione delle imposte comunali Ici, addizionale Irpef, tassa sui rifiuti; 2. Riduzione del debito comunale; 3. Edilizia sociale e solidarietà; 4. Innovazione tecnologica, in particolare copertura al 100% della banda larga senza fili impiegando il WiMax per creare una rete cittadina.
Messina maggio 2008
Rosario Visicaro

mercoledì 21 maggio 2008

LA CARTELLA DI FABIO...E LE NOTIZIE IGNORATE


C'è grande interesse e movimento attorno a Fabio D'Amore,il candidato a sindaco usa e getta. Oggi l'altro Fabio ( il direttore di TREMEDIA ) gli ha dedicato l'ennesimo editoriale dopo i continui inviti in diretta. Un amore viscerale. Ma la notizia qual'è? Sembrerebbe che i "poteri forti" abbiano consigliato alcuni personaggi a non candidarsi PIU' con D'Amore. E allora? Se il medico D'Amore si è scelto male la compagnia adesso cosa va cercando? Aveva puntato su personaggi da quattro soldi, i quali, a loro volta immaginando l'appoggio di Lombardo avevano sperato una facile opportunità. Ma perchè Fabio & Fabio non dicono chi sarebbero costoro? Il silenzio potrebbe sembrare una scusa per fare ancora più pubblicità a un candidato a sindaco che in un modo o in un altro si è materializzato esclusivamente per fare un FAVORE a Genovese cercando di non fare vincere subito in prima battuta il candidato Buzzanca ( che è già tutto un programma ad ogni apparizione pubblica).

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LA NOTIZIA CHE VIENE IGNORATA: OTTO DONNE CAPEGGIANO LA LISTA CIVICA "VISICARO SINDACO" e sono anche indicate come componenti della Giunta.
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Oggi, presentando la LISTA ALTERNATIVA in MOVIMENTO, sono stati anche indicati i nomi che potrebbero comporre la possibile Giunta. A vicesindaco è stata indicata Emanuela De Domenico, presidente della Comunità Faro. Assieme ad altre OTTO donne guida anche la Lista Civica.Un fatto che dovrebbe essere rilevante ma che viene taciuto per dare spazio al nulla.

sabato 17 maggio 2008

PER LA LIBERTA' di STAMPA e solidarietà a Marco Travaglio pubblichiamo un articolo sulla vicenda


Già nel 2002 Franco Giustolisi e Marco Lillo si occuparono su L'espresso di Renato Schifani, ex democristiano, consigliere comunale a Palermo, poi capo dei senatori di Forza Italia e per anni volto tv del Berlusconi pensiero. Tra le sue azioni parlamentari si ricorda la legge o lodo Schifani, che sospese temporaneamente i processi in corso contro le più alte cariche dello Stato (fu utilizzata da Berlusconi stesso, allora premier), dichiarata poi inconstituzionale. Ma anche la battaglia vinta per il carcere duro ai mafiosi. Da ieri Schifani è il nuovo presidente del Senato. Ha avuto subito parole di grande equilibrio e ricevuto molteplici applausi. Certo è che come seconda carica dello Stato la maggioranza non ha scelto Pera o Pisanu, ma un uomo dal profilo marcatamente berlusconiano. Si tratta di un omaggio alla Sicilia, senza ministri nel governo, di un passo della Forza Italia dura verso il Quirinale, ma anche di un premio ad un senatore per la cieca fedeltà al capo. Solo che una democrazia non funziona coi cattivi esempi. E una legislatura non inizia bene con un tale passo. Di seguito l'articolo di Giustolisi e Lillo.



Quando, dopo una settimana di nottate, blitz e tranelli ha portato a casa l'approvazione della legge sul legittimo sospetto, Renato Schifani ha sottolineato con il consueto senso delle istituzioni la sua vittoria sull'Ulivo: «Li abbiamo fregati». Il capo dei senatori forzisti è fatto così. «È la mia chiarezza che dà fastidio alla sinistra», ha detto a un settimanale che gli ha dedicato un editoriale lodando «lo stile Schifani». Questo avvocato di 52 anni, nonostante il riporto e gli occhiali da archivista, è l'uomo prescelto da Silvio Berlusconi come volto ufficiale di Forza Italia. E lui lo ripaga come può. In un articolo sul "Giornale di Sicilia" dal titolo "Cavour e il conflitto di interessi" afferma che anche lo statista piemontese era «in potenziale macroscopico conflitto di interessi perché aveva il giornale "Il Risorgimento", partecipazioni bancarie, grandi proprietà terriere e un'intensa attività affaristica». Proprio come Berlusconi, insomma, eppure nessuno gli disse nulla. Peccato che, come scrive Rosario Romeo a pagina 451 della sua biografia, Cavour appena diventò ministro «decise in primo luogo di liquidare gli affari nei quali era stato attivo fino ad allora». Ma Schifani per amore del capo è disposto a sfidare anche il ridicolo. Come quando si fa riprendere in tv accanto al santino del leader neanche fosse Padre Pio. Avvocato civilista e amministrativista, 52 anni, sposato e padre di due figli, amante delle isole Egadi, è stato eletto nel collegio di Corleone, cuore di quella Sicilia che ha dato il cento per cento degli eletti a Forza Italia. Per descrivere l'eroe del legittimo sospetto, l'uomo che ha scavato nottetempo la via di fuga dal processo milanese per Berlusconi e Previti, si potrebbe partire dalle sue radici democristiane. Ma applicando alla lettera il suo credo, «non bisogna usare il politichese ma parlare con serenità il linguaggio dell'uomo comune», sarà meglio partire da una constatazione: il capo dei senatori di Forza Italia è stato socio di affari (leciti) con presunti usurai e mafiosi.



Sua eccellenza Filippo Mancuso, solitamente bene informato, ha definito così il suo ex compagno di partito: «Un avvocato del foro di Palermo specializzato in recupero crediti». Schifani gli ha risposto con una lettera in cui difende la sua «onesta e onorata carriera» e nega di avere mai svolto una simile attività. Negli archivi della Camera di commercio di Palermo risulta però una società, oggi inattiva, costituita nel 1992 da Schifani con Antonio Mengano e Antonino Garofalo: la Gms. L'avvocato Antonino Garofalo (socio accomandante come Schifani) è stato arrestato nel 1997 e poi rinviato a giudizio per usura ed estorsione nell'ambito di indagini condotte dal sostituto Gaetano Paci della Procura di Palermo. L'ex socio di Schifani è ritenuto il capo di un'organizzazione che prestava denaro nella zona di Caccamo chiedendo interessi del 240 per cento. Schifani non è stato coinvolto nelle indagini ma certo non deve essere piacevole scoprire di essere stato socio con un presunto usuraio in un'impresa che come oggetto sociale non disdegnava: «L'attività esattoriale per conto terzi di recupero crediti e l'attività di assistenza nell'istruttoria delle pratiche di finanziamento...».



Schifani è stato sempre sfortunato nella scelta dei compagni delle sue imprese. In un rapporto dei carabinieri del nucleo di Palermo, di cui "L'Espresso" è in grado di rivelare i contenuti, si ricostruisce la storia di un'altra strana società di cui il capogruppo di Forza Italia è stato socio e amministratore per poco più di un anno. Si chiama Sicula Brokers, fu istituita nel 1979 e oggi ha cambiato compagine azionaria. Tra i soci fondatori, accanto a un'assicurazione del nord, c'erano Renato Schifani e il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, nonché soggetti come Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà. Nomi che a Palermo indicano quella zona grigia in cui impresa, politica e mafia si confondono. Benny D'agostino è un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e, negli anni in cui era socio di Schifani e La Loggia, frequentava il gotha di Cosa Nostra. Lo ha ammesso lui stesso al processo Andreotti quando ha raccontato un viaggio memorabile sulla sua Ferrari da Napoli a Roma assieme a Michele Greco, il papa della mafia.



Giuseppe Lombardo invece è stato amministratore delle società dei cugini Ignazio e Nino Salvo, i famosi esattori di Cosa Nostra arrestati da Falcone nel lontano 1984 e condannati in qualità di capimafia della famiglia di Salemi. Nino Mandalà, infine, è stato arrestato nel 1998 ed è attualmente sotto processo per mafia a Palermo. Questo ex socio di Schifani e La Loggia era il presidente del circolo di Forza Italia di Villabate, un paese vicino a Palermo e proprio di politica parlava nel 1998 con il suo amico Simone Castello, colonnello del boss Bernardo Provenzano mentre a sua insaputa i carabinieri lo intercettavano. Mandalà riferiva a Castello l'esito di un burrascoso incontro con il ministro Enrico La Loggia, allora capo dei senatori di Forza Italia. Mandalà era infuriato per non avere ricevuto una telefonata di solidarietà dopo l'arresto del figlio (poi scagionato per un omicidio di mafia). E così raccontava di avere chiuso il suo colloquio con La Loggia: «Siccome io sono mafioso ed è mafioso anche tuo padre che io me lo ricordo quando con lui andavo a cercargli i voti da Turiddu Malta che era il capomafia di Vallelunga. Lo posso sempre dire che tuo padre era mafioso. A quel punto lui si è messo a piangere». La Loggia ha ammesso l'incontro ma ne ha raccontato una versione ben diversa. E anche Mandalà al processo ha parlato di millanteria. Nella stessa conversazione intercettata Mandalà parlava di Schifani in questi termini: «Era esperto a 54 milioni all'anno, qua al comune di Villabate, che me lo ha mandato il senatore La Loggia».



Schifani è stato sentito dalla Procura e, senza falsa modestia ha spiegato con la sua bravura la consulenza e lo stipendio: «Il mio studio è uno dei più accreditati in campo urbanistico in Sicilia». Ma per La Loggia sotto sotto c'era una raccomandazione: «Parlai di Schifani con Gianfranco Micciché (coordinatore di Forza Italia in Sicilia) e dissi: sta sprecando un sacco di tempo e quindi avrà dei mancati guadagni facendo politica. Vivendo lui della professione di avvocato dico se fosse possibile fargli trovare una consulenza. È un modo per dirgli grazie. E allora parlammo con il sindaco Navetta». Il sindaco Navetta è il nipote di Mandalà e il suo comune è stato sciolto per mafia nel 1998.



Il capogruppo di Forza Italia è stato sfortunato anche nella scelta dei suoi assistiti. Proprio un suo ex cliente recentemente ne ha fatto il nome in tribunale. La scena è questa: Innocenzo Lo Sicco, un mafioso pentito, il 26 gennaio del 2000 entra in manette in aula a Palermo e viene interrogato sulla vicenda di un palazzo molto noto in città, quello di Piazza Leoni. Le sue parole fanno balenare pesanti sospetti: «L'avvocato Schifani ebbe a dire a me, suo cliente, che aveva fatto tantissimo ed era riuscito a salvare il palazzo di Piazza Leoni facendolo entrare in sanatoria durante il governo Berlusconi perché, così mi disse, fecero una sanatoria e lui era riuscito a farla pennellare sull'esigenza di quegli edifici. Era soddisfattissimo. Perché lo diceva a me? Ma perché io lo avevo messo a conoscenza di qual era la situazione, l'iter, le modalità del rilascio della concessione...».



La Procura dopo aver analizzato le parole del pentito non ha aperto alcun fascicolo per la genericità del racconto. Comunque la storia di questo palazzo, scoperta dal giornalista de "la Repubblica" Enrico Bellavia, è tutta da raccontare. Comincia alla fine degli anni Ottanta quando Pietro Lo Sicco, imprenditore finanziato dalla mafia e zio di Innocenzo, mette gli occhi su un terreno a due passi dal parco della Favorita, una delle zone più pregiate di Palermo. Lo Sicco vuole costruirci un palazzo di undici piani ma prima bisogna eliminare due casette basse che appartengono a due sorelle sarde, Savina e Maria Rosa Pilliu, che non vogliono svendere. Pietro Lo Sicco le minaccia e le sorelle si rivolgono alla polizia. Ma la mafia è più lesta della legge: Lo Sicco ottiene la concessione edilizia grazie a una mazzetta di 25 milioni di lire e comincia ad abbattere l'appartamento a fianco. Quando le sorelle vedono avvicinarsi il bulldozer cominciano ad arrivare nel loro negozio i fusti di cemento. Il messaggio è chiaro: finirete lì dentro. Lo Sicco smentisce di essere il mandante ma la Procura offre alle Pilliu il programma di protezione. Oggi le sorelle sono un simbolo dell'antimafia: vivono proprio nel palazzo costruito da Lo Sicco e confiscato dallo Stato. Il costruttore è stato condannato a 2 anni e otto mesi per truffa e corruzione a cui si sono aggiunti sette anni per mafia.



All'inaugurazione del nuovo negozio costruito grazie al fondo antiracket, il senatore Schifani non c'era. Era dall'altra parte in questa vicenda. Il suo studio ha difeso l'impresa Lo Sicco davanti al Tar. Il pentito Innocenzo Lo Sicco, ha raccontato che lui stesso accompagnava l'avvocato Schifani negli uffici per seguire la pratica. Certo all'epoca l'imprenditore non era stato inquisito e il senatore non poteva sapere con chi aveva a che fare anche se il genero di Lo Sicco era sparito nel 1991 per lupara bianca. In quegli stessi anni Schifani assisteva anche altri imprenditori che sono incappati nelle confische per mafia, come Domenico Federico, prestanome di Giovanni Bontade, fratello del vecchio capo della cupola Stefano. Un settore quello delle confische che il senatore non ha dimenticato in Parlamento. Quando ha presentato un progetto di legge (il numero 600) per modificare la legge sulle confische e sui sequestri.

mercoledì 14 maggio 2008

IL CONFLITTO "PRESUNTO" DEI PRESUNTI GIORNALISTI


Che goduria. E' proprio difficile avere il coraggio di dire le cose come stanno. Qualche presunto giornalista, probabilmente intimidito dal proprio direttore, commentava oggi il comunicato stampa della Lista Civica alternativa in movimento - visicaro sindaco - definendo presunto il conflitto d'interessi di Genovese. Presunto? Ma il candidato sindaco è socio delle società di traghettamento e di tutte le attività imprenditorriali della famiglia Franza da 40 anni.Quindi? perchè tanta paura nel riportare testualmente una dichiarazione invece di prendere le distanze. E poi. La faccia tosta del candidato Ansaldo Patti che entra pure lui nel merito della discussione dimenticando di essere stato sino alla fine consuconsulente di Genovese.

SECONDO ARGOMENTO - Ricevuto detto bugia,nel 2003, si autocandidò a sindaco per poi ritirarsi a pochi giorni dalla presentazione. Tutti sanno che la rinunzia gli procurò sostanziosi vantaggi. Oggi ripeterà la stessa operazione? E chi pagherà i vantaggi? CHISSà CHE QUALCHE GIORNALISTA NON TROVI IL CORAGGIO DI SCRIVERLO.

lunedì 12 maggio 2008

D'AMORE, IL CANDIDATO USA E GETTA


D'Amore assunto ad ore dai lombardiani Lo Monte & De Luca.Usato per spaventare i soci del centro destra viene subito scaricato perchè non serve più alla bisogna.L'ex presidente del consiglio comunale, eletto con D'Alia, non batte ciglio.Aspetta e spera in un ripescaggio che non ci sarà. Non gli resta che il protettore Genovese, suo sostenitore spirituale ( ma anche materiale direbbe Veltroni) che lo utilizza per indebolire il centrodestra e per sperare nel ballottaggio che lo favorirebbe.
Questo il copione scritto dai compari e fatto recitare ai giornalisti amici.E'tutta qui la cronaca di una campagna elettorale squallidisima.E Messina dovrebbe essere governata da costoro.Totòavrebbe detto: "Ma mi faccia il piacere"

venerdì 9 maggio 2008

L'AFFARE E' FATTO!


D'AMORE,BRIGUGLIO e i compari di Lombrado si alleano per favorire Genovese. Identica situazione del 2005. Allora l'utile idiota era quel Nunzio Romeo che presentandosi come sindaco portò al ballottaggio lo sfigato Luigi Ragno spianando la strada al nipote di Gullotti. Oggi c'è invece la coppia D'Amore e Briguglio che, prima da soli e poi in compagnia, tirano la volata al padrone dello Stretto. Si torna così agli anni'60 quando iniziò la lunga marcia del cuoco di Ucria ( per i più giovani il cuoco di Ucria era quel Nino Gullotti che fu assunto come inserviente dalla Provincia e diventò poi più volte ministro della Repubblica).Adesso c'è il nipotino che da piccolo girava per casa in bicicletta e chiamava "buttana" ogni femminuccia che vedeva attorno a se. Dopo 30 anni il ragazzino che è cresciuto tra le sacrestie di mamma Angelina e i salotti romani si prepara a mettere le mani su quello che resta di questa povera città. Gli altri si accontentano di quello che il caimano dello Stretto lascia loro.

giovedì 8 maggio 2008

I TAZEBAO CONTRO L' INFORMAZIONE SERVILE


Neppure un sussulto di dignità scuote i politici ed alcuni giornalisti fedeli servitori dei loro interessi. Cominciamo da sabato prossimo. Oggi tutte le testate comunicavano che sabato prossimo Genovese ( detto Boccia perla sua bella testa liscia) da un lato e Rifondazione dall'altro presenteranno le loro belle liste ecc.ecc. Si da il caso che lo stesso giorno anche la LISTA CIVICA altrenativa in movimento terrà un'iniziativa sul viale Boccetta. Quest'ultima notizia viene però occultata dai più. La cosa potrebbe farci piacere:tanto silenzio significa anche tanta preoccupazione. Loro, che possono permettersi propaganda stratosferica finanziata con i soldi dei cittadini e degli amici imprenditori o amici malfattori, che ordinano ai compari giornalisti di occultare noi è veramente divertente. Saremo quindi in piazza, ancora una volta, a parlare direttamente con la gente con lo spirito genuino di usare strumenti di controinformazione che le avanguardie hanno sempre utilizzato. Sappiamo che quello che ci vorrebbe è un forte elettroshock che riuscisse a scuotere tanta gente rassegnata e supina verso i potenti.Certo una bruttissima campagna elettorale come questa non potrà cambiare molto e forse neppure costruire le basi per un possibile cambiamento. Per quanto ci riguarda impegneremo questo mese - elettorale - per fare più controinformazione possibile. Chi avrà voglia di ascoltare e lottare forse proverà la soddisfazione di essere un cittadino con dignità. E questo sarebbe già tantissimo.

martedì 6 maggio 2008

L'INFORMAZIONE COSTRUITA PER FAVORIRE GENOVESE


Silenzio stampa su un comunicato del Comitato La Nostra Città riguardante l'ennesimo incidente sul lavoro a Messina. L'informazione sceglie il silenzio sia perchè il comunicato denunziava "L'INUTILITA'" DEGLI ENTI PREPOSTI ALLA SICUREZZA,sia per non parlare dell'attività del Comitato.
Grande spazio invece per le candidature ( ??? ) della sinistra radicale.Candidature si fa per dire. Ad una settimana dalla presentazione delle liste i politicanti messinesi, di "destra" e di "sinistra", ancora non hanno tutti i candidati ufficiali. Tutto questo per favorire Genovese. Ma nessuno lo dice.

lunedì 5 maggio 2008

SOLIDARIETA' A NINO URSO


- INVECE DI DIALOGARE E DISCUTERE C'E' CHI PREFERISCE PASSARE ALL'INSULTO -
- Vecchia storia della sinistra che di "radicale" ha soltanto la superbia -

PUBBLICHIAMO L'INTERVENTO DI NINO URSO, CONSIGLIERE COMUNALE USCENTE ELETTO NELLA LISTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA -


Non si stupisca nessuno se non risponderò agli insulti e alle aggressioni subite in questi giorni per avere espresso una opinione, tra l’altro non indirizzata solo ai dirigenti (i capoccia) di Rifondazione, ma a tutto ciò che nel centrosinistra non era la Margherita.
Non risponderò per tanti motivi, il primo è che ritengo sia completamente inutile discutere con chi non parla la tua stessa lingua, anche perché sono ancora oggi convinto che la gente possieda una spiccata capacità di discernimento e quindi che abbia ben inteso “chi” stava con “chi”, chi stava contro, e chi per salvarsi la “faccia” ne aveva una doppia.
Sicuramente darò un dispiacere a quei compagnetti bavosi amanti delle liti e delle congiure, gli stessi che magari avranno partecipato anche alla stesura della replica del povero Crupi, che a parte insultarmi non dà una sola risposta politica ai tanti interrogativi posti, confermando ciò che pensiamo in tanti, cioè che farebbero bene a ritirarsi a vita privata per il bene di tutta la sinistra, soprattutto per quella che verrà.
Infatti il destinatario della replica non sarei dovuto essere io, quanto piuttosto quei messinesi che ancora oggi si domandano quale sia stato il risultato di una esperienza in Giunta della sinistra radicale, che ieri voleva candidare Saitta e oggi schiera Mantineo (…alla faccia dell’antagonismo).
Come vede, caro direttore ho già voglia di concludere, non prima di averle fatto presente che, in questi ultimi due anni di Consiglio Comunale, non mi hanno intimorito le minacciose lettere anonime ricevute da parte di loschi individui, si figuri se mi impressiona quella che porta la firma dell’impiegato statale Sig. Alfredo Crupi.
Io, caro direttore, nel dubbio di essere dalla parte del torto, e di essere pure stronzo, faccio un passo indietro (altro che ricerca di visibilità) non candidandomi e non dandomi obiettivi, se non quello di sentirmi a posto con la mia coscienza.
Concludo volendo rassicurare chi nella mia esternazione ci vede implicito un messaggio o uno scopo, sappia che di sinistro c’è solo il mio dito medio che si erige davanti al suo candido faccione.

Nino Urso

venerdì 2 maggio 2008

HANNO DECISO...


Dopo la sparizione elettorale a livello nazionale e regionale gli arcobaleno ancora in circolazione si ripresentano. I comunisti messinesi hanno finalmente deciso: schiereranno Mantineo come candidato a sindaco, attuale presidente del Centro Servizi Volontariato.Uomo vicinissimo all'imprenditore "sociale" Gaetano Giunta e al mondo di quella cooperazione che ha sempre intrattenuto più che ottimi rapporti con il sindaco Genovese. Adesso dovranno raccogliere le sottoscrizioni, formare la lista ecc. Come sempre,con la puzza sotto il naso, hanno snobbato quello che la società civile poteva offrire. Hanno sempre rifiutato le primarie, hanno sino all'ultimo sperato di entrare a far parte della coalizione di Genovese. Non abbandonano il tradizionale complesso di superiorità che rimane il loro virus originale.
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