sabato 31 gennaio 2009

LA CITTA' ALLO SBANDO


Infinito terremoto

Non è un dibattito sul terremoto. Non è un’analisi commemorativa. Troppe sono state quelle già fatte.

L’iniziativa di oggi nasce da un incontro. Incontro tra un “collezionista di immagini”, Antonio Abbate fondatore del sito photoweb, e dalla lettura del libro di Eleonora Iannelli.

La storia della “città incompiuta”, descritta da Eleonora Iannelli nel suo libro. L’inchiesta sulla ricostruzione perenne, sulle speculazioni, sulla cultura dell’assistenzialismo ha stimolato il Comitato La Nostra Città che ha proposto ad Antonino Abbate la realizzazione di una serie di incontri nei quali si potessero scambiare opinioni e si potessero confrontare i cittadini.

Un metodo insomma nuovo di parlarsi. Non il solito dibattito ma una vera e propria sperimentazione di dialogo, un approccio – se possiamo dire – più democratico alla discussione. Nessuna relazione. Semplicemente un mescolare immagini e parole per capire la realtà,per uscire da “l’attendismo rancoroso” descritto da Bianca Stancanelli nella prefazione al libro.

Oggi dunque - il Terremoto Infinito , Messina come Ground zero riflessioni su una città allo sbando –

Dopo la proiezione delle immagini gli ospiti ci aiuteranno a riflettere. Tutti potranno intervenire e dialogare.


Lo spunto alla discussione del Comitato La Nostra Città è questo.

Il 28 dicembre del 1908 Messina divenne una necropoli. Oggi Messina è un agglomerato informe di cemento. Ma quel terremoto non è il responsabile dei disastri attuali. Dopo il sisma si decise di rendere sicura la città attraverso un disegno urbanistico regolare, quasi elementare. Vennero così realizzati gli “isolati”. Cioè costruzioni separate da distanze di sicurezza. Oggi abbiamo costruzioni appiccicate, colline sventrate, montagne di cemento selvaggio. Non è stato quel terremoto a demolire il Collegio dei Gesuiti a piazza Cairoli, il teatro Peloro, il Savoia, le più belle realizzazioni del liberty o lo chalet di viale Libertà o i colli S. Rizzo. La speculazione e l’espansione edilizia ci hanno consegnato questa non città. Bertolaso sottosegretario alla protezione Civile,lo scorso 27 dicembre,ebbe a dire che un nuovo sisma procurerebbe “effetti devastanti”. Come risposero gli amministratori? Con un’idea geniale: “facciamo un nuovo Piano Regolatore”. Ovvero ancora cemento. Fantastico.

31 gennaio 2009

giovedì 29 gennaio 2009

"DINAMICA DEMOCRATICA" nell'informazione conformista


"viva l'abominevole Santoro, e il suo insopportato Anno Zero"


Roma, 27 gennaio 2009

• Dichiarazione di Marco Pannella

Le censure, le deprecazioni contro "Anno Zero" e Michele Santoro, quando vengono dal potere in nome di una informazione corretta, democratica, leale, libera e indipendente, non sono altro che dimostrazioni di assoluta cecità o miserabile inganno di Regime.



Nello stile di "Anno Zero" e di Santoro v'è qualcosa di una impagabile, insuperabile dinamica democratica (consapevole o no che sia). Uno stile che include profondamente i propri stessi anticorpi contro i rischi di automatici riflessi anti-democratici e intolleranti.



Uno stile e dei contenuti - quelli di Santoro - che mettono in difficoltà il monopartitismo anti-democratico e anti-costituzionale che ormai distrugge lo Stato di diritto e l'unità civile della società italiana.



Al contrario, nella RAI-TV domina l'ideologia di un Transpartito, ormai antropologico che produce menzogna e inganno di Regime ancor "meglio" che negli anni Trenta nei paesi fascisti, comunisti, violenti allora imperanti.



Non a caso, a cominciare dall'ammiraglia Rete-Tg1, lo stile non è quello spiacevole e disturbante di Santoro, ma quello Italo-Vaticano, sintesi collotortista ormai quasi perfetta, del combinato disposto fra l'ultimo Stato Assoluto esistente oggi al mondo e il "nuovo" Stato-Regime partitocratico, oligarchico, corrotto e corruttore che salda al disastro "ideologico" perfino quello idrogeologico, quello civile e quello istituzionale. Regime oggi mirabilmente descritto in "Finanza&Mercati" da Marco Saverio Bobbio in occasione della miserabile vicenda "Commissione di Vigilanza" e della riedizione quasi perfetta dell'Italia istituzionale degli anni '30/'31 in poi.



Con una differenza: quell'Italia fascista, razzista, clericale, violenta era perfettamente in linea con la sua propria legalità. L'Italia di oggi, semmai, lo è con quella lì, contro quella descritta nella Costituzione e nella legalità "vigenti" (e negate!).

domenica 25 gennaio 2009

NOTIZIE FALSE SU TUTTI I MEDIA


Nell’ottobre ‘96, dovendo giustificare con i rispettivi elettori l’inciucio della Bicamerale, destra e sinistra presero per buona la bufala del “cimicione” che Berlusconi disse di aver trovato nel suo studio e attribuì alle “procura deviate”. Poi si scoprì che era un ferrovecchio inutilizzabile, piazzato in casa sua da un amico del capo della sua security incaricato di “bonificargli” la reggia. Ma intanto la Bicamerale era nata e il cimicione-truffa aveva svolto la sua sporca funzione. Ora Al Tappone ci riprova con un’altra superballa, assecondato al solito dalla presunta opposizione e dai giornali: il presunto “scandalo” dell’“archivio Genchi”, che dovrebbe spianare la strada alla controriforma delle intercettazioni. Gioacchino Genchi è un funzionario di polizia, in aspettativa da anni, che collabora con la magistratura fin dai tempi di Falcone, ha fatto luce sulle stragi di mafia, ha risolto decine di omicidi insoluti e tuttora collabora con varie Procure in indagini su malaffari, mafioserie e fatti di sangue. Che fa Genchi: intercetta? No, non ha mai intercettato nessuno. Dunque, qualunque cosa si voglia sostenere sulla sua attività, non ha alcun legame con la legge anti-intercettazioni. Che fa allora Genchi? I magistrati,secondo la legge, dispongono intercettazioni e acquisizioni di tabulati telefonici. Poi li passano al consulente tecnico, che li “incrocia” grazie a software sofisticati e relaziona sui contatti telefonici fra indagati intercettati e non indagati. Genchi l’ha fatto anche nelle indagini di De Magistris, prima che fossero scippate al titolare. Tutte le cifre che si leggono sui giornali e i commenti dei politici (compreso l’ineffabile presidente del Copasir Francesco Rutelli, amico dell’indagato n.1 di “Why Not”, Antonio Saladino) sono falsi o manipolati o frutto di crassa ignoranza. Chi si scandalizza per le “migliaia di telefoni controllati per conto di De Magistris”, chi strilla perché fra quei numeri ci sono quelli di “molti non indagati”, di parlamentari non intercettabili, di agenti segreti, non sa quel che dice. O mente sapendo di mentire. Per conto di De Magistris, Genchi ha trattato 730 utenze, appartenenti a un numero molto inferiore di persone (ciascuna usa più telefoni e più schede): fra queste ci sono decine di indagati e centinaia di non indagati. Com’è inevitabile, visto che i tabulati indicano chi chiama chi, chi viene chiamato da chi, e da dove, e a che ora, ma non il contenuto della conversazione. E ciascun indagato parla con decine di non indagati. Nessuno può sapere chi sono queste persone (onorevoli? agenti segreti? papi?), finchè non si risale al titolare dell’utenza. Solo dopo, se l’utente è coperto da immunità o altri privilegi, si provvede a fermarsi o a chiedere il permesso. In ogni caso è impossibile violare segreti di Stato leggendo il tabulato di una spia (non si sa cosa dice), né intercettandola: la legge vieta a militari e agenti segreti di “trattare al telefono argomenti classificati”. Se uno 007 parla al telefono di segreti di Stato, è lui a violare la legge, non chi lo ascolta.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

28 gennaio: in piazza a per la giustizia
Roma, piazza Farnese - ore 9
Parteciperà Marco Travaglio
Salvatore Borsellino: Resistere, resistere, resistere
"Tutti a Roma contro questo attacco ignobile alla Costituzione e all'indipendenza della magistratura. Per difendere i valori per i quali Paolo Borsellino ha affrontato senza paura la morte".
Carlo Vulpio: Calpestata la legalità costituzionale
L'inviato del Corriere della Sera - al quale è stata sottratta la copertura giornalistica del caso Why Not - spiega a MicroMega perchè parteciperà alla manifestazione di Roma.



Il memoriale Di Pietro alla Procura di Napoli
Posted: 24 Jan 2009 12:25 PM CST

di Peter Gomez e Marco Travaglio
da l'Espresso in edicola

Nessuna talpa. Nessuna fuga di notizie. Nessuna soffiata. Dietro la decisione dell’allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, di trasferire a Roma nell’estate del 2007 il provveditore alle Opere pubbliche Campania-Molise, Mario Mautone, oggi agli arresti domiciliari per la Tangentopoli napoletana, c'è solo il lavoro di 15 militari della Guardia di Finanza. Una squadra diretta da uno degli uomini simbolo della Mani Pulite milanese: il capitano Salvatore Scaletta, celebre segugio di corrotti e corruttori, scelto da Di Pietro come capo dell’Alta sorveglianza grandi opere del ministero. È questa la rivelazione più importante contenuta in un memoriale di 17 pagine che il 15 gennaio il leader dell’Italia dei Valori ha consegnato durante la deposizione davanti ai pm di Napoli, insieme a un plico di documenti. Carte che, secondo Di Pietro, attestano la correttezza della sua attività. E sciolgono il mistero del figlio Cristiano, consigliere provinciale a Campobasso, che dall’agosto 2007 smise di parlare al telefono con Mautone. Non perché avvertito delle intercettazioni, ma semplicemente perché da allora il suo referente istituzionale non era più Mautone, ma il suo sostituto.

Mani pulite al ministero
Il memoriale racconta le decine di indagini di Scaletta & C: da quelle, in tendem con le Procure antimafia di Reggio Calabria e Caltanissetta, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri della Salerno-Reggio (società Condotte) e sui fondi neri in odor di mafia della Calcestruzzi, all’istruttoria sul Tav Milano-Torino (gruppo Gavio) trasmessa alla Corte dei conti. Ma soprattutto illustra i motivi che indussero Di Pietro a trasferire Mautone e a “punire” altri dirigenti finiti nel mirino di Scaletta: i provveditori alle opere pubbliche di Lombardia-Liguria, Lazio-Abruzzo-Sardegna e Piemonte-Val d´Aosta (fatti rientrare a Roma), il presidente Anas Vincenzo Pozzi (cacciato con tutto il Cda e denunciato alla Corte dei conti e alla Procura di Roma), tre direttori generali (non riconfermati) e un plotone di commissari straordinari (licenziati perché inutili e costosi: percepivano 800 mila euro l’anno). Di Pietro smentisce di aver mai chiesto a Bassolino, come scritto da alcuni giornali, di nominare Mautone assessore regionale. Sottolinea che non risulta una sola sua telefonata col dirigente. E svela di averlo non solo trasferito, ma persino denunciato due volte, alla Procura di Isernia e all’ispettorato del ministero, per storie di appalti.

"Perché cacciai Mautone"
«Su Mautone», scrive Di Pietro, «venni in possesso di informazioni che, sebbene generiche e non riscontrabili, ponevano in dubbio la correttezza del suo operato. Valutai la sua lunga permanenza a Napoli (ha fatto in quella sede tutta la carriera, fin da dirigente di 2ª fascia). E lo trasferii alla sede centrale, affidandogli una Direzione generale, funzione pari a quella già ricoperta, come impone la legge». La decisione arriva nel luglio 2007, quando «l´Alta sorveglianza mi informò di un esposto vago e generico che poneva gravemente in dubbio l´operato dell´ing. Mautone. Incaricai il responsabile del Servizio di acquisire ulteriori informazioni. Questi mi riferì che, pur non avendo potuto riscontrare le accuse, Mautone era "chiacchierato"». A fine anno, altro esposto: «Mautone, docente universitario a Napoli, avrebbe organizzato un sistema illegale presso l´ateneo. Inviai la missiva al capo di gabinetto,al direttore del Personale e al responsabile Alta sorveglianza». Intanto, fin dai primi del 2007, «diversi esposti segnalavano situazioni di illegalità diffusa nel settore appalti al Sud, specie in Campania (cartelli d´imprese in grado di truccare gare d´appalto; lavori per il nuovo ospedale del mare di Napoli, 500 alloggi di edilizia residenziale agevolata per la polizia di competenza del provveditorato di Napoli... presunti illeciti nella ricostruzione post-terremoto in provincia di Isernia, etc.). Inviai un copioso dossier al procuratore di Isernia, offrendo collaborazione alle indagini». Nel marzo 2008 si sospetta che «il bando di gara per la progettazione del nuovo comando della Guardia di Finanza di Catanzaro, indetto dalla direzione generale Edilizia statale (retta da Mautone) non sarebbe stato pubblicato sul sito Internet del ministero: istituii una Commissione ispettiva», che alla fine dissipò i sospetti. Ma, prima che finisca l´ispezione, arriva il governo Berlusconi. E il ministro Altero Matteoli manda via Scaletta.

Un ministro inavvicinabile
Durante la deposizione alla procura di Napoli, Di Pietro scopre di aver aiutato le indagini a fare il salto di qualità, senza saperlo. A fine luglio 2007, quando ormai il trasferimento è ufficiale, i telefoni di Mautone, amici e parenti (fino ad allora abbottonatissimi) impazziscono. E i Mautone Boys iniziano a parlare apertamente degli appalti e favori che rischiano di saltare con la dipartita del loro santo patrono. Parte la ricerca frenetica di qualcuno che vada dal ministro e lo convinca a ripensarci. Ricerca vana: nessuno osa affrontare Di Pietro, e al telefono si ascoltano frasi del tipo: «Quello è capace di chiamare i carabinieri e farti arrestare...». L'ultima telefonata fra Mautone e Cristiano, il 31 luglio 2007, è emblematica. Il primo informa di essere stato trasferito, il secondo cade dalle nuvole: «Non ne sapevo nulla, mio padre non mi ha detto niente». Da allora, nessun´altra conversazione fra i due. Sfuma pure l´idea della signora Mautone di salvare il marito "ricattando" Di Pietro jr.: anche perché, dice lo stesso dirigente agli amici, «Cristiano non sa niente, non conta niente». Infatti il figlio del ministro prende a parlare delle stesse opere in Molise con Alessio Venuta, che ha sostituito Mautone al Provveditorato. Dunque, secondo Di Pietro, anche Cristiano aveva con Mautone un rapporto "istituzionale". E nemmeno lui sapeva dell´indagine. Ricorda Cristiano: «A Natale mandai un sms di auguri a Mautone. Non l´avrei fatto se avessi saputo che era indagato».

Indagini in proprio
Di Pietro ha chiesto al figlio e ai dirigenti campani dell´Idv di spiegare in «memorie esplicative» le loro telefonate con Mautone, di documentare parola per parola e di segnalare gli eventuali carichi pendenti e le inchieste a carico. Su quella base il partito deciderà la loro sorte, ma tutti dovranno presentarsi in Procura a chiarire. La memoria di Cristiano è già nelle mani del padre: vi si parla delle raccomandazioni fatte a Mautone perché desse lavoro a giovani professionisti molisani, ma anche delle telefonate che gli inquirenti ritengono "ambigue" in materia di appalti, ragion per cui l´hanno iscritto nel registro degl´indagati. Il 18 aprile 2007 Di Pietro jr. segnala a Mautone, annotano gli investigatori, «quella cosa del geologo di mandargli le notizie via fax»: cioè il curriculum di un giovane geologo di Larino, che poi non ebbe incarichi. L’8 giugno chiede di «far avere qualcosa su Bologna» a un giovane ingegnere molisano, anche lui poi rimasto a bocca asciutta (diversamente dalla moglie). Per il resto, sostiene Cristiano, solo «segnalazioni istituzionali», per la sicurezza in un cantiere e per far lavorare elettricisti della zona nella caserma di Termoli. Sospetti hanno destato tre conversazioni del giugno-luglio 2007 a proposito dei restauri da 50 mila euro della chiesa di Montenero di Bisaccia. Mautone, pur potendo affidarli a trattativa privata, «preferisce evitare trattandosi di Montenero», paese natale del ministro. E bandisce la gara. Cristiano: «Bella idea, così diamo lavoro al locale». Poi «Mautone rappresenta che è arrivata la domanda di quel signore (l´impresa Gentile, ndr) che ha fatto il ribasso al 7 per cento e lui ha ritenuto di alzarlo al 10». Di Pietro jr.: «Ottimo... ci penso io». Favori all´impresa per l´appalto? Al contrario, sostiene Di Pietro: Mautone impone un ulteriore ribasso sul prezzo finale (10 per cento contro il 7 offerto dalla ditta). E il figlio annuncia che informerà il sindaco e il parroco, felice perché con quei 50 mila euro si potranno finanziare più lavori del previsto.

La talpa anti-Di Pietro
Quando seppe Di Pietro delle indagini su Mautone? «Il 23.9.2008 dall'agenzia Il Velino, che citava come fonte il senatore Sergio De Gregorio». Insomma la talpa tra gli investigatori c'era. Ma, per l’ex pm, lavorava contro di lui. Il depistaggio mediatico per dirottare l´attenzione lontano dal clan trasversale Pd-Pdl al seguito di Mautone e Romeo, e concentrarla su Di Pietro e famiglia, era cominciato.

Segnalazioni

28 gennaio: in piazza a per la giustizia
Roma, piazza Farnese - ore 9
Parteciperà Marco Travaglio
Salvatore Borsellino: Resistere, resistere, resistere
"Tutti a Roma contro questo attacco ignobile alla Costituzione e all'indipendenza della magistratura. Per difendere i valori per i quali Paolo Borsellino ha affrontato senza paura la morte".
Carlo Vulpio: Calpestata la legalità costituzionale
L'inviato del Corriere della Sera - al quale è stata sottratta la copertura giornalistica del caso Why Not - spiega a MicroMega perchè parteciperà alla manifestazione di Roma.

Un colpo alla mafia ed uno alla sedia - Lettera dei Giovani di CittàInsieme sulla presenza di politici indagati e condannati all'interno della Commissione Antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana.

giovedì 22 gennaio 2009

GESUITI & AFFARI

DEMOLITORI - COSTRUTTORI - SPECULATORI - AFFARISTI - I GESUITI E GLI AFFARI IMMOBILIARI. UN CONVEGNO SPONSORIZZATO ANCHE DAI GULLOTTI - FRANZA CHE HANNO DEMOLITO LO STORICO COLLEGIO DI PIAZZA CAIROLI PER REALIZZARE LA STANDA E IMMOBILI RESIDENZIALI E PER UFFICI.
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Venerdì 23 e sabato 24, si terrà al Collegio Sant'Ignazio, “I Gesuiti e la Scienza” incontro dibattito nell'ambito degli appuntamenti per l'anniversario del sisma del 1908. Venerdì 23, alle ore 16, i lavori saranno aperti dal prof. Nicola Aricò, dell'Università di Messina, ed interverranno il prof. Ugo Baldini, dell'Università di Padova, su “La Compagnia di Gesù e le Scienze nei secoli XVI - XVIII Tradizione e Modernità”; il prof. Rosario Moscheo, dell'Università di Messina, su “Le Matematiche nel Collegium Primum ac Prototypum 1548 – 1628”; la dott.ssa Giovanna Famà, esperta del Comune di Messina, su “L'Arte come Scienza della Comunicazione di Fede”. Sabato 24, il dibattito proseguirà alle ore 9.30, dopo un'introduzione del prof. Rosario Moscheo, con il prof. Nicola Aricò che tratterà il “Palladio e l'Empirismo Scientifico” di Alfio Vinci; la prof.ssa Antonella Romano, dell'European University Institute di Firenze, affronterà il tema “Mandare professori nel Nuovo Mondo. La Compagnia di Gesù Siciliana e l'Esperienza Missionaria degli ultimi decenni del '500”; il prof. Vincenzo Sibilio S.J, Rettore del C.E.I. di Palermo, su “Ignazio rapito dalla contemplazione del cielo stellato di Roma. I suoi compagni arrivano sulla luna”; concluderà i lavori il prof. Luigi Ingaliso, dell'Università di Catania, con una lettura del “Trattato dell'Architettura militare”, del gesuita Giacomo Masò (1624 – 1676). Con l'istituzione della Compagnia di Gesù a Messina nel 1548 si apriva una nuova pagina per la storia della cultura in Italia e nel mondo e sorgeva il primo centro di studio esclusivamente per i laici, e nel quale venne formulata per la prima volta quella "ratio studiorum", un metodo scolastico che sarà alla base degli insegnamenti scolastici dei paesi occidentali.

domenica 18 gennaio 2009

CALARCO CONTRO I SUOI GIORNALISTI - [www.francoabbruzzo.it]



La "Gazzetta del Sud"condannata per diffamazione cita in giudizio l'articolista
perché paghi la sua parte del risarcimento.

Protesta la redazione.

Messina, 17 gennaio 2009. Protesta dei redattori della Gazzetta del Sud, per manifestare «la piena e unanime solidarietà al collega Filippo Pinizzotto, citato in giudizio civile da parte dell'azienda per rispondere in solido di un risarcimento danni in qualità di presunto autore di un articolo pubblicato nel 2000 sul quotidiano». L'assemblea, che ha proclamato lo stato d'agitazione, «esprime profondo disagio - si legge in una nota - per un provvedimento che non ha precedenti nella storia del nostro giornale, e chiede con forza all'azienda l'immediato ritiro dell'azione civile nei confronti del collega, auspicando che i rapporti tra corpo redazionale e azienda possano essere ricondotti a un clima più sereno e fruttuoso». Il redattore della Gazzetta del Sud ha ricevuto anche anche sostegno e solidarietà dal presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nic astro, e dal Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani. (ANSA).

sabato 17 gennaio 2009

IL MINISTRO SACCONI INDAGATO GRAZIE AI RADICALI





Ministro: "Mai compiuto atti violenti"

Indagato dalla Procura di Roma in seguito all'atto di indirizzo riguardante Eluana Englaro e le misure da adottare per il trattamento di fine vita.
Nella denuncia presentata dai Radicali e depositata alcune settimane fa dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, si ipotizzava il reato di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della casa di cura Città di Udine.

mercoledì 14 gennaio 2009

BOICOTTARE LE NAVI DI GUERRA


Megachip: “A TUTTI I PORTUALI, boicottare LE NAVI che trasportano rifornimenti MILITARI IN PARTENZA PER ISRAELE”

Roma 14 gennaio 2009



La scellerata offensiva israeliana contro la popolazione palestinese di Gaza non si ferma. I morti sono quasi mille e il numero sembra destinato a salire. Un terzo sono bambini.

La responsabilità di questi atti non è solo del governo israeliano, ma anche di quanti ne appoggiano e ne aiutano l’operato. Anche di coloro che alzano le spalle e fingono di ignorare.

Gli Stati Uniti stanno gestendo i rifornimenti via mare per l’esercito di Tel Aviv, che da quasi 20 giorni sta bombardando civili inermi nella zona di Gaza.

Dai porti europei sono già partite navi cariche di armi e munizioni e altre ne partiranno alla volta di Israele.

L’associazione Megachip lancia un appello rivolto a tutti le organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali, che possono boicottare il sostentamento della guerra e fare tutto il possibile per fermare le navi mercantili, con carichi militari, di qualunque nazionalità, in partenza per Israele dai porti italiani.

Sta succedendo in Grecia in questi giorni ed è già successo a Livorno nel 2003, quando i portuali attuarono iniziative analoghe contro l'imbarco di mezzi militari americani verso la guerra all'Iraq.

È un’azione concreta e possibile, una pratica efficace per ostacolare questa strage. Ognuno può fare la sua parte.

martedì 13 gennaio 2009

QUANTI SOLDI VESCOVO - nonostante la massoneria -


Oltre 850 mila euro l'anno per sostentare 17 Istituti, fra i quali ad esempio non rientra Casa Serena, come tutte le strutture le cui spese rientrano fra quelle dell'Istituzione per i Servizi Sociali. E questi cosa sono?
Ogni 6 mesi il Comune sborsa 147.221,02 euro alla Casa di Ospitalità Collereale; 30.454,40 euro alla Società Cooperativa sociale "La Speranza" onlus; 69.454,40 euro all'Associazione "Villa S.Antonio" onlus; 11.624,94 euro all'Oasi Cristo Re; 16.496,35 euro a O.D.A. Casa protetta "Villa Madonna di Lourdes"; 55.930,68 euro all'Istituto Maria Ausiliatrice di Valle degli Angeli; 16.262,34 alla Casa di Riposo "Enrico Trimarchi" Boccone del Povero; 8.271,18 euro alla Casa Santa Maria del Riposo; 8.580,48 euro alla Fondazione Città del Ragazzo "Pro Senectute"; 17.082,28 euro all'Istituto Ancelle Riparatrici di Santa Chiara; 6.065,62 euro ad Azione Sociale Casa Albergo vialla Solaria; 843,22 euro al Centro Assistenzale Anziani "Sciacca Baratta"; 12.486,76 euro all'Istituto Canonico "Luigi Calderonio"; 25.327,60 euro all'Oami Casa Famiglia Casa Gina; 17.439,90 euro a Progetto Vita Maria S.S. della Catena Acicatena; 10.863,45 euro a Villa Salvador CTA Psichiatrica; 6.165,00 euro all'Associazione Penelope.
Per quasi un milione di euro l'anno ci sia augura che per lo meno gli anziani messinesi possano fruire di ogni comfort, servizio in camera compreso.

Antonella Feminò

sabato 10 gennaio 2009

MESSINA - VERGOGNA - COSA ASPETTA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA A FARE UNA PUBBLICA DICHIARAZIONE DI SCUSE AL DISABILE?


In due occasioni diverse, hanno invitato il 46enne ad affacciarsi dalla finestra
Una volta gli hanno cosparso il volto con schiuma da barba, l'altra gli hanno tirato una bottiglia
Tormentano disabile per scommessa
denunciati 8 quindicenni nel Messinese

MESSINA - L'avrebbero fatto per una scommessa gli otto quindicenni denunciati a Patti (Messina) dai carabinieri per atti di bullismo contro un disabile di 46 anni. E la posta in goco era di appena 20 euro. Durante le vacanze di Natale - secondo quanto ricostruito dai militari - si sarebbero verificati due episodi. Il primo la notte del 27 dicembre quando avrebbero rotto i vetri di una finestra dell'abitazione del disabile, costringendolo ad affacciarsi per poi cospargerlo di schiuma da barba e deriderlo.

Il 30 dicembre, con un altro stratagemma, lo avrebbero nuovamente indotto ad affacciarsi e stavolta gli avrebbero lanciato contro una bottiglia di plastica piena d'acqua che lo avrebbe centrato in pieno volto, provocandogli una tumefazione con prognosi di tre giorni. A denunciare gli otto minori un familiare del disabile. La banda di teppisti dovrà rispondere davanti al Tribunale dei minori di Messina di danneggiamento, ingiuria e lesioni personali in concorso.

I ragazzini, tutti quindicenni, sono figli di professionisti e impiegati del paese. Interrogati dai carabinieri, hanno ammesso gli episodi di bullisimo e hanno raccontato di avere voluto fare una prova di coraggio. Con tanto di premio in soldi per chi avrebbe vinto.

martedì 6 gennaio 2009

ASSASSINI BASTA!







NON SI PUO’ RIMANERE A GUARDARE

C’è un modo per evitare il massacro di civili. C’è un modo per salvare il popolo palestinese. C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:

CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L’AREA

RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE





LA VITA UMANA RIDOTTA A NULLA. DECINE DI BAMBINI MASSACRATI DALLA FOLLIA DELLE ARMI.
IL MOVIMENTO NONVIOLENTO E PACIFISTA NON RIESCE A FARE RIFLETTERE I SIGNORI DELLA GUERRA.



FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA

PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE

Facciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca. Le Nazioni Unite e l’Unione Europea escano dall’immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale

L’Italia democratica faccia la sua parte.

Le nostre organizzazioni si impegnano, insieme a chi lo vorrà, per raccogliere e dare voce alla coscienza civile del nostro paese.

venerdì 2 gennaio 2009

VOTATE IL SONDAGGIO per la BEFANA METER & MILES onlus - 15^ anno


martedì 6 gennaio 2009
a piazza Castronovo
ore 10,30 - 13,00

UNA GIORNATA PER DOCUMENTARE IL DISASTRO DEI SERVIZI SOCIALI A MESSINA
LA MORTE DI DUE CITTADINI ABBANDONATI
IL DISASTRO DELLE PERIFERIE
L'ANZIANO UCCISO DA UNA MOTO
L'ENNESIMO LAVORATORE CHE VOLA DAI PONTEGGI



ANCHE ricordando Gerard Foucaux
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VATICANO & GAY

PROCESSI e INFORMAZIONE

Alex Zanotelli nel suo invito alla disobbedienza civile sulle norme del "Pacchetto sicurezza"

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