domenica 31 maggio 2009

COME NON PROVARE VERGOGNA?

LO SPAZIO CHE L'INFORMAZIONE MESSINESE HA DEDICATO AI RADICALI: TCF : 1 SERVIZIO PRESENTAZIONE LISTA + SPAZIO APPROFONDIMENTO 30 MINUTI ( unico esempio di equilibrio); TREMEDIA : INTERVISTA DI 40 SECONDI; RTP ZERO ASSOLUTO DI SPAZIO; GAZZETTA : TRAFILETTO SENZA FOTO PRESENTAZIONE LISTA; GdS : foto notizia presentazione lista;
INSOMMA,
UNA VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

giovedì 28 maggio 2009

IL MAGISTRATO, GENOVESE I VOTI & LA MAFIA


DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE - TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
Con riguardo alla personalità del SICILIANO, pericolosa ed incline alla illegalità, merita questa sede, riportare lo stralcio di due passi di conversazioni intrattenute con l’amico e politico Michele CAUDO e contenute nella più volte citata informativa di reato della P. G. procedente del 27/02/2008:

(…omissis…)

Alle successive ore 16.51, i due amici risalgono sull’autovettura ed intraprendono, su iniziativa del Procuratore Aggiunto SICILIANO un importante scambio di idee. In particolare, SICILIANO si consiglia con l’interlocutore sull’opportunità, con l’approssimarsi delle consultazioni elettorali, di prendere contatti con GENOVESE FRANCANTONIO. Con straordinaria chiarezza CAUDO ritiene che sia preferibile non stabilire tale contatto argomentando che alle ultime elezioni GENOVESE ha condotto uno scambio di voti mediante l’elargizione di somme di denaro ai ‘capi clan’ di talune zone della città notoriamente controllate dalla locale criminalità organizzata.

(…omissis…)

Nella parte conclusiva di tale conversazione si apre un ulteriore passaggio delicato. SICILIANO si sta facendo accompagnare su un cantiere edile per prendere visione di un complesso residenziale in costruzione, per l’acquisto di un appartamento che però verrebbe intestato ad un prestanome e verso l’applicazione di trattamenti economici di favore. Emerge chiaramente che il Procuratore Aggiunto sia consapevole che in relazione a quel complesso edilizio è stato instaurato un procedimento penale.

(…omissis…)

(Progr. n° 1230 del 05.02.2007, ore 16.51)

INTERLOCUTORI:
CAUDO MICHELE: M
SICILIANO GIUSEPPE detto PINO: P

(…OMISSIS…)

Ore 16.57′33”
M: Sempre sulla vicenda elettorale, no, non ti conviene, tu
P: no, lo sai perchè, la volta scorsa…GENOVESE
M: ora mi sono ricordato una cosa…
P: c’è stata tutta una cosa di… acquisti di voti di scambio,…incompr…, essenzialmente che si comprava i voti…
M: si, si…”assai” ne ha comprato…
P: ah?
M: “assai” ne compra
P: eh…
M: ed è un problema, ne compra molti, mediamente le fasce sub-urbane, il suo potere è quello, se non c’erano i soldi lui non vinceva…
P: ah… certo
M: ma siccome tutta questa gente c’ha queste aspettative, insomma, la zona… villaggio Aldisio, S. Lucia, Giostra, Ritiro… qua, qua l’unico mezzo elettorale serio è quello, e lui… ha gli uomini che si muovono, la è la…
P: ma quanto cazzo…cioè, non è che paga il voto…
M: no…
P: lui paga una persona che possa…
M: paga, paga, paga, paga…
P: paga i “mafiuseddi”… ah, ah…
M: gente… hanno parlato di cifre…
P: grosse?
M: a “capi clan”
P: ah?
M: hanno parlato, poi con i… incomp… 30, 40 mila… incomp…
P: …incomp…voti…

(…omissis…)

I PREDETTI PASSAGGI SONO (TRISTEMENTE) EMBLEMATICI DELLA PERSONALITA’ DEL SICILIANO, FACILMENTE INCLINE A SCADERE NELLA ILLEGALITA’ PER IL PERSEGUIMENTO DI INTERESSI PERSONALI ED ECONOMICI. PER CONVERSO, NESSUN INTERESSE DESTANO IN LUI, PROCURATORE AGGIUNTO DELLA REPUBBLICA, LE AFFERMAZIONI DEL SUO ‘AMICO’ SULLA COMPRAVENDITA ED I RIFERIMENTI A “MAFIUSEDDI” E “CAPICLAN”.

sabato 23 maggio 2009

L'ASSESSORE MILORO MOSTRI LE CARTE


TRA DISSESTO E DISSIPAZIONE : i cittadini devono leggere il bilancio comunale e capire come vengono spesi i soldi.

C'è una strada diversa da scegliere tra il dissesto causato dal disordine finanziario e amministrativo e la dissipazione e dilapidazione del patrimonio pubblico. E' la strada della partecipazione collettiva alle scelte. In termini di maturazione e ricostruzione del tessuto sociale.
In quest'ottica,propositiva e progettuale, l'associazione radicale “Leonardo Sciascia” si rivolge all'assessore Miloro affinchè avvii un processo che possa ridisegnare una proposta articolata di Bilancio.
La vicenda dei revisori dei conti,il piano - al limite della follia e dell'abuso di potere - per l'alienazione degli immobili, le ragioni tecniche e politiche per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario, impongono un approccio e un metodo trasparente e innovativo nell'assunzione di decisioni vincolanti per il futuro di questa città.
L'informazione dei e sui documenti contabili diventa quindi essenziale. Rendere disponibili i materiali e la documentazione di tutti provvedimenti attraverso la diffusione su web avrebbe un significato forte e convincente sulla volontà di cambiamento. Troppi buchi oscuri esistono e resistono nella pubblica amministrazione. Troppe reticenze impediscono di conoscere i motivi di molte scelte politiche. A cominciare dal trasferimento di ingenti risorse alle società partecipate a fronte di servizi indecenti. Al buio assoluto sulla finanza creativa e sugli indebitamenti. Per finire alla mancata riscossione di alcuni tributi relativi ai “potenti” e al trascurare regolarmente di percepire i diritti di passaggio sul suolo pubblico di oltre tremila mezzi pesanti che quotidianamente vanificano ogni ipotesi di Piano Urbano del Traffico. Tutto ciò mentre i cittadini sono vessati dal pagamento del “pizzo” rappresentato dal “gratta & sosta”.
Per spiegare le motivazioni di queste richieste l'associazione radicale “Leonardo Sciascia” ha programmato una serie di “TAVOLI INFORMATIVI”

giovedì 21 maggio 2009

MILAZZO COME MESSINA. CEMENTO,CEMENTO,CEMENTO


Addio ‘Ngonia: venduto uno degli angoli più belli di Milazzo!!!



L’ISDE Italia – Sez. Provinciale di Messina è venuta a conoscenza di una situazione che diventerà “lo scandalo dell’estate milazzese”!

All’Albo Pretorio del Comune di Milazzo è comparsa una “richiesta di concessione demaniale marittima di ben 3130 metri quadrati, per alaggio, ricovero e stazionamento imbarcazioni e di 1740 metri quadrati di specchio acqueo, per corridoio di lancio in località Tono”.

Un’Associazione privata, denominata “Antica ‘Ngonia del Tono” si accingerebbe a privatizzare una delle zone più belle di Milazzo, la spiaggia della ‘Ngonia, per privarci di uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Sicilia e farne un porticciolo privato (vedi zona delimitata in rosso nella foto allegata).

Appaiono così fondati ed evidenti i sospetti sul progetto più generale di un tentativo di speculazione che potrebbe coinvolgere tutto il Tono di Milazzo e parte della Strada Manica di Capo Milazzo: a) i lavori del PIOS hanno snaturato la natura dei luoghi e, con la realizzazione di un simile progetto, sarà consentito il transito verso la località ‘Ngonia solo a coloro che gestiranno l’area così privatizzata, ai proprietari dei natanti che vi saranno ricoverati ed ai pochi notabili residenti locali; b) le zone della Strada Manica e di parte del Tono verrebbero (senza motivo di pubblica utilità) cementificate e riempite di strade per un’eventuale lottizzazione di privati; c) non sarà più possibile la balneazione in buona parte del Tono per il divieto ed impossibilità di accesso a causa di tale privatizzazione.

Le Autorità marittime, dopo aver solertemente e legittimamente provveduto alla rimozione dei verricelli irregolari di alcuni pescatori ed amatori, si accingono ad autorizzare la collocazione di ben altri 14 nuovi verricelli nonché la collocazione di una struttura in legno (si ricorda che ancora non si è provveduto alla demolizione di altre costruzioni abusive in quella zona).

Appare alquanto strano che si possa autorizzare tale richiesta ignorando che si tratta di una zona vincolata (in attesa di un Piano particolareggiato da alcuni decenni); si tratta di una zona sovrastata dalla Strada Manica che, alla luce di questa richiesta, appare ovvio esser stata una scusa ben premeditata l’averla dichiarata “a rischio”; è una zona limitrofa alla zona SIC di Capo Milazzo; qualsiasi intervento che comporti concentramento di attività in una zona dichiarata ad alto rischio per la presenza di industrie deve avere le opportune autorizzazioni.

I Milazzesi stanno per essere depredati della ‘Ngonia del Tono dopo che una serie di lavori incomprensibili ne hanno stravolto le caratteristiche paesaggistiche, la Città di Milazzo non ha più una vocazione ambientale-turistica ma è ormai vittima di una assurda frenesia politico-imprenditoriale che mira alla esclusione dei Cittadini da qualsivoglia partecipazione al diritto di scelta. Crediamo che questo progetto non possa trovare concordi né gli stessi abitanti del Tono né l’Associazione Tono SoleMare che tanto ha lottato e lotta per la valorizzazione dell’area.

Ecco così spiegate le ragioni di tanti misteri nella progettazione, realizzazione e blocco dei lavori del PIOS; ecco così spiegate le ragioni del perché l’Amministrazione milazzese non vuole dare evidenze delle scelte imprenditoriali che nulla hanno a che vedere con un piano strategico di natura ambientale!

Milazzo non avrà nulla da festeggiare in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 Giugno perché l’Amministrazione cittadina non ha competenze e progetti in grado di dare risposte concrete ai bisogni di vivibilità dei Cittadini e, soprattutto, contribuirà alla scomparsa dei luoghi più unici ed antichi della nostra storia qualora desse pareri ed autorizzazioni per tale assurda privatizzazione.


Referente Provinciale ISDE Italia

Milazzo li 21/05/2009 Dr. Giuseppe Falliti

martedì 12 maggio 2009

OMICIDIO DI STATO - 12 MAGGIO 1977 -


Giorgiana Masi
Scheda a cura di Paola Staccioli


Il 12 maggio 1977, nell'anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, i radicali decidono di tenere un sit-in in piazza Navona, nonostante l'assoluto divieto di manifestare in vigore a Roma dopo la morte, il 21 aprile, dell'agente Passamonti nel corso di scontri di piazza. Il movimento e i gruppi della nuova sinistra aderiscono all'iniziativa, per protestare contro il restringimento degli spazi di agibilità politica e il pesante clima repressivo, favorito dall'appoggio esterno del PCI al cosiddetto "governo delle astensioni", il monocolore democristiano guidato da Andreotti. Per far rispettare, a qualsiasi costo, il divieto, il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga schiera migliaia di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra, affiancati da agenti in borghese delle squadre speciali, in alcuni casi travestiti da "autonomi". Fin dal primo pomeriggio la tensione è molto alta. A quanti difendono il diritto di manifestare con brevi cortei e fortunose barricate, le forze di polizia rispondono sparando candelotti lacrimogeni e colpi di arma da fuoco. Anche numerosi fotografi, giornalisti, passanti e il deputato Mimmo Pinto sono picchiati e maltrattati. Con il passare delle ore la resistenza della piazza si fa più decisa, e vengono lanciate le prime molotov. Mentre nelle strade sono in corso gli scontri, i parlamentari radicali protestano alla Camera contro le aggressioni e le violenze della polizia, fra gli insulti di quasi tutte le forze politiche. Mancano pochi minuti alle 20 quando, durante una carica, due ragazze sono raggiunte da proiettili sparati da Ponte Garibaldi, dove erano attestati poliziotti e carabinieri. Elena Ascione rimane ferita a una gamba. Giorgiana Masi, 19 anni, studentessa del liceo Pasteur, viene centrata alla schiena. Muore durante il trasporto in ospedale.
Le chiare responsabilità emerse a carico di polizia, questore, Ministro dell'Interno, porteranno il governo a intessere una fitta trama di omertà e menzogne. Cossiga, dopo aver elogiato il 13 maggio in Parlamento "il grande senso di prudenza e moderazione" delle forze dell'ordine, modificherà più volte la propria versione dei fatti. Costretto dall'evidenza ad ammettere la presenza delle squadre speciali - tra gli uomini in borghese armati furono riconosciuti il commissario Gianni Carnevale e l'agente della squadra mobile Giovanni Santone - continuerà però a negare che la polizia abbia sparato, pur se smentito da vari testimoni e dalle inequivocabili immagini di foto e filmati. L'inchiesta per l'omicidio si concluse nel 1981 con una sentenza di archiviazione del giudice istruttore Claudio D'Angelo "per essere rimasti ignoti i responsabili del reato". Successive indagini hanno tentato, senza risultati significativi, di individuare gli autori dello sparo mortale in un "autonomo" deceduto da tempo, oppure nel latitante Andrea Ghira, uno dei tre fascisti condannati per il massacro del Circeo.

lunedì 4 maggio 2009

LEONARDO SCIASCIA, E' QUELLO CHE CI MANCA.


Un breve ricordo di Leonardo Sciascia


di Pier Paolo Segneri

Leonardo Sciascia era un pannelliano. Sicuramente una tale affermazione apparirà a qualcuno come una forzatura, come un’espressione un po’ troppo forte o politicamente scorretta. Invece, è proprio così: Sciascia era un pannelliano convinto. “Marco Pannella è il solo uomo politico italiano che costantemente dimostri di avere il senso del diritto, della legge, della giustizia. Ce ne saranno altri, ma senza volto e senza voce”. E poi diceva di sé: “Sono, dunque, un vecchio radicale; non so fino a che punto anche nuovo, ma il radicalismo, tutto sommato, non invecchia”. Chi nega o rifiuta questo accostamento tra Sciascia e Pannella, perdonate la presunzione, o non conosce il pensiero e la vita di Sciascia o non conosce Pannella.



l maestro di Racalmuto era radicale nel profondo, anzi: era pannelliano. Come lui stesso lasciò intendere a Marco, quando Pannella si recò di corsa in Sicilia per convincerlo ad accettare la candidatura come capolista del Partito Radicale per le elezioni politiche ed europee del 1979: “Sei venuto perché sapevi che la porta era aperta”. E per uno come Sciascia, che aborriva le “porte aperte”, quella frase acquistava un significato privato. Lì dove privato è politico. Insomma, lo scrittore di Todo modo riconobbe se stesso e la forza delle sue idee nelle parole e nelle lotte di Pannella. Perché Sciascia le aveva già fatte proprie prima dell’arrivo del leader radicale nella sua casa siciliana. Altrimenti non sarebbe spiegabile un’intesa così immediata. “Ero già lì quando vi entrai. Ero già lì, e poi vi sono entrato”, scrisse. E Marco, in quel momento, a propria volta, aveva fatto suo il pensiero di Sciascia. Una sorta di identificazione reciproca. Un ri-conoscersi. Un ri-conoscimento.
Follow Us

VATICANO & GAY

PROCESSI e INFORMAZIONE

Alex Zanotelli nel suo invito alla disobbedienza civile sulle norme del "Pacchetto sicurezza"

© L'Informazione di Saro Visicaro All rights reserved | Theme Designed by Blogger Templates