mercoledì 29 luglio 2009

EDILIZIA SOCIALE - una proposta -

Roma, 28 luglio 2009

Un ordine del giorno presentato dalla delegazione radicale alla Camera dei Deputati a prima firma Elisabetta Zamparutti, è stato accolto come raccomandazione nel corso dell’esame del dl-anticrisi. Si impegna il Governo a valutare l’opportunità di misure “per rendere operative le tesi sulla rottamazione edilizia …. nell’ambito delle politiche relative all’edilizia a partire dal piano sulle misure per il rilancio dell’economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili.”




Elisabetta Zamparutti ha dichiarato “Quanto fatto finora dal Governo in materia di edilizia sociale e non, è assolutamente inadeguato rispetto allo stato in cui versa il nostro patrimonio immobiliare che necessita di una vera e propria rottamazione a partire dagli edifici post bellici, privi di qualità e non antisimici. Da tempo cerchiamo un’interlocuzione con la maggioranza su questo tema che dovrebbe costituire la “grande opera” del nostro Paese che ne trarrebbe giovamento in termini di sicurezza, risparmio energetico e creazione di posti di lavoro. Se il Governo non si limitasse ad accogliere come raccomandazione le nostre proposte ma, in primis Berlusconi, volesse avviare un dialogo sulle testi dell’Architetto Aldo Loris Rossi siamo certi che sapremmo dare un importante contributo”




Segue l'Odg presentato:





Premesso che:


Dall'unità d'Italia al 1945, cioè, in 84 anni, il numero dei vani è raddoppiato (da 17.621.000 a 34.534.000), mentre la popolazione è cresciuta di circa 20 milioni (da 26.128.000 a 45.222.000) conservando, tuttavia, un misurato equilibrio con la natura. Pertanto, alla fine della Seconda guerra mondiale si registrava un deficit di circa 10 milioni di vani rispetto agli abitanti. Ma negli ultimi 64 anni l'esplosivo sviluppo edilizio e economico ha travolto l'equilibrio pre-bellico senza realizzarne uno alternativo moderno.

La popolazione è aumentata di 15 milioni (da 45 a 60), ma i vani di ben 85 milioni (dai circa 35 milioni suddetti, ai 120 odierni). Quindi oggi l'Italia è sovraurbanizzata, registrando il doppio dei vani rispetto agli abitanti. Tale esplosione urbana ha richiesto dal 1955 una moltiplicazione delle autostrade per oltre 13 volte (da 479 km a 6.487); mentre i veicoli sono aumentati di circa 134 volte (da 300mila a quasi 40 milioni); viceversa la rete ferroviaria si è ridotta di circa 7.000 (da 23.062 km a 15.965).


Se si analizza tale patrimonio edilizio risulta che i 120 milioni di vani sono distribuiti in due categorie di costruzioni.


A) Gli edifici costruiti prima del 1945, che consideriamo "storici" ai fini della tutela, formati da 30 milioni di vani, cioè la quarta parte del totale.

Questo patrimonio realizzato in oltre 3.000 anni di storia costituisce l'identità stessa della civiltà italiana ed è da considerare un "bene unico e irriproducibile". Sebbene fragile, è sopravvissuto agli innumerevoli terremoti che si sono succeduti nella storia, per cui può e deve essere salvaguardato integralmente attraverso due tipi di incentivi.

- La "fiscalità di vantaggio", o altro tipo di defiscalizzazione, escludendo sopraelevazioni o costruzioni in spazi liberi. Questo non solo per ragioni storico-ambientali e statico-sismiche, ma anche per non aumentare la densità abitativa edilizia; consentendo, peraltro, adeguamenti impiantistici.

- La demolizione e delocalizzazione dell'edilizia postbellica che deturpa tali centri storici (accertabile attraverso pareri della Soprintendenza) consentendo nella nuova ubicazione un incremento volumetrico che può giungere fino al 50% della cubatura precedente. Questo incentivo alla delocalizzazione sarà esteso anche alle aree paesaggistiche protette e a quelle a elevato rischio vulcanico, sismico e idrogeologico, perché non solo le volumetrie non debbono aumentare ma ridursi in quanto inserite in un ambiente vulnerabile.


B) Gli edifici costruiti dal 1945 a oggi composti da circa 90 milioni di vani, che in 64 anni hanno travolto la città "storica" dilagando sul territorio, sono da distinguere a loro volta in due tipologie.

- Gli edifici realizzati dal 1945 al 1970, in generale non anti-sismici, composti da circa 47 milioni di vani. Essi sono stati realizzati nell'emergenza postbellica, prima delle leggi antisismiche più severe dagli anni 70 in poi, con impiantistica obsoleta, usando nel cemento armato, ferro ordinario e senza aderenza migliorata, con scarso rispetto delle regole esecutive, oggi di scarso valore economico. Questi limiti risultano dalle demolizioni di tali edifici dove si riscontra spesso che il ferro nel cemento armato è scomparso lasciando polvere di ruggine, per cui il cemento risulta "disarmato". Tali edifici (esterni ai centri storici) oggi mummificati nei Prg, possono essere rottamati e ricostruiti in sito con un incremento di volume fino al 35% allo scopo di essere adeguati alle norme antisismiche e all'impiantistica di sicurezza e alle energie rinnovabili. Questo principio può consentire di mandare al macero tale "spazzatura edilizia" e trasformarla in "architettura di qualità". Esso, esteso a scala urbana, permette la trasformazione delle periferie-dormitorio di edilizia pubblica o privata post-belliche, non antisismiche, prive di qualità, attrezzature, servizi e verde, in unità urbane a funzioni integrate, ad autosufficienza energetica; cioè in eco-cities.

- Gli edifici realizzati dal 1970 in poi, antisismici, comprendenti circa 43 milioni di vani. Questi edifici vanno evidentemente conservati, ma possono essere adeguati all'impiantistica di sicurezza e all'energia rinnovabile, incrementando la loro volumetria fino al 20%, su parere delle Soprintendenze e dopo opportuno check-up sulla loro antisismicità. Va precisato che in questi due casi gli incentivi volumetrici sono consentiti se non ostacolano i diritti di terzi e se non si consumano altre aree verdi, da considerare anche esse "beni unici e irriproducibili".


il Libro Verde dell’UE, il rapporto McKinsey del 2007 e il Rapporto ENEA, per citarne solo alcuni, documentano i rilevanti risparmi energetici e i vantaggi occupazionali che da un’operazione di rottamazione edilizia del patrimonio immobiliare esistente potrebbe derivare;


Impegna il Governo


A valutare le misure opportune per rendere operative le tesi sulla rottamazione edilizia citate in premessa nell’ambito delle politiche relative all’edilizia a partire dal piano sulle misure per il rilancio dell’economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili.


[nella foto un esempio di pessima edilizia a messina]

lunedì 27 luglio 2009

FRANZA & MATACENA CONTRO GLI INTERESSI DELLA CITTA'


LA MANO GIUSTA

I comportamenti di Tourist & Caronte sono una costante,dal 1967 ad oggi. Una costante ripetizione di atti contro gli interessi della città e contro i diritti e i bisogni dei cittadini. Se in questi 42 anni Messina avesse avuto un sindaco e un’ amministrazione rispettosi delle regole e della legalità i comportamenti dei traghettatori privati (e pubblici) non sarebbero stati così gravemente lesivi degli interessi della collettività.
Quindi oggi dobbiamo leggere che, secondo Franza e Matacena,:

"Il servizio è garantire il traghettamento dei veicoli. La continuità territoriale è compito di RFI".
Una tale affermazione può essere rilasciata grazie alla consapevolezza di potere godere del comportamento consenziente delle istituzioni. Di quel tacito e complice silenzio che ha permesso di trasformare la concessione degli approdi in proprietà personale ottenendo, a canoni irrisori, aree demaniali che fruttano rendite di centinaia di migliaia di euro l’anno. Concessione scadute e bandi di gara congelati in barba alle direttive europee. Tutto ciò senza che neppure un euro di quel fiume di danaro pagato dagli utenti transiti dalle magre casse del Comune di Messina.
Ci vorrebbe una “Mano Giusta”, che purtroppo non c’è, per ristabilire quella legalità continuamente offesa.
I Radicali di Messina, per non perpetuare il silenzio e le complicità dei partiti che occupano i palazzi, continueranno a denunziare alla magistratura le palesi violazioni delle regole di mercato e di servizio ( pubblico – privatizzato) da parte delle società di traghettamento, continueranno a sollecitare l’attuale amministrazione e le parti sociali a intraprendere un percorso di intesa per la costruzione di una società compartecipata di traghettamento che spezzi il monopolio di fatto e renda realmente adeguato il trasporto nello Stretto di Messina.

Palmira Mancuso - Saro Visicaro
associazione radicale “Leonardo Sciascia

lunedì 20 luglio 2009

MASSONERIA,EDILIZIA E FUNZIONARI DELLA POLIZIA DI STATO.


UNA COOPERATIVA EDILIZIA CHE FA RIFERIMENTO ALLA POLIZIA DI STATO COSTRUISCE ALLOGGI CON FONDI PUBBLICI REGIONALI A FARO SUPERIORE. DELLA COOPERATIVA HA FATTO PARTE ANCHE IL FUNZIONARIO DI POLIZIA ORAZIO MARINI COINVOLTO NELLO SCANDALO "ORO GRIGIO".OGGI L'ATTUALE PRESIDENTE E' UN FUNZIONARIO DI POLIZIA DELLA SQUADRA MOBILE CHE TELEFONA E MINACCIA COLORO CHE,A VARIO TITOLO,SI INTERESSANO DELLE VICENDE DELLA COOPERATIVA. UN COMPORTAMENTO CHE, DI SOLITO,USANO ALCUNI ESPONENTI DELLA CRIMINALITA'.

IL COMITATO LA NOSTRA CITTA' HA GIA' DENUNZIATO AL PREFETTO,AL QUESTORE,ALLA DIA,ALLA PROCURA DELLA REPUBLLICA ALCUNI FATTI RIGUARDANTI LA COOPERATIVA. SI ATTENDONO PROVVEDIMENTI.

LA COOPERATIVA E' ASSISTITA LEGALMENTE DALL'AVVOCATO BONAVENTURA CANDIDO CHE E' ANCHE COMPONENTE DELL'UFFICIO LEGALE DEL COMUNE DI MESSINA. PER QUESTA PALESE INCOMPATIBILITA' è STATO CHIESTO AL SINDACO BUZZANCA DI INTERVENIRE.

ecco di seguito un profilo della famiglia Candido Bonanventura.





da terrelibere.org
Nella Penta e nella Partecipazioni c'è l'intero nucleo familiare: Maria, Aldo, Dino e Diego Cuzzocrea, Maria, Bonaventura e Salvatore Candido, gli ultimi due, nipoti del Magnifico, già affiliati insieme allo zio Aldo nella loggia massonica “Giuseppe Minolfi” del Grande Oriente d'Italia, poi transitati nella Gran Loggia Regolare d'Italia del venerabile Giuliano Di Bernardo. Il primo dei fratelli, Bonaventura, è l'avvocato di fiducia del gruppo, in sede civile e penale. Salvatore Candido, già funzionario del Credito italiano a Milano, è stato chiamato nel marzo 1996 alla Bers, la Banca europea allo sviluppo che opera principalmente sul fronte dell'intervento finanziario nei paesi dell'Est europeo e dell'ex Unione sovietica.
Nella “Penta Immobiliare” (amministratore delegato Alessandro Candido), oltre alla famiglia Cuzzocrea al gran completo, risulta socio anche Ignazio Barberi, loro cognato, direttore della cattedra di Pediatria sociale e puericultura dell'università, ex consigliere ed assessore comunale Dc. E per restare in casa scudocrociata, tra gli ex soci, l'avvocato Silvio Maltese, un tempo nello studio legale dell'ex sindaco di Messina, poi senatore della Repubblica Antonio Andò.

venerdì 10 luglio 2009

UNO STUDENTE MESSINESE SCRIVE DA MILANO





UNA CITTA' DA SALVARE-------------------------------------------
Alla cortese attenzione

del Sig. Sindaco di Messina
Giuseppe Buzzanca

dei Sig. Assessori:

Politiche Culturali
Giovanni Ardizzone (vice sindaco)

Politiche Sociali
Pinella Aliberti

Ambiente – Arredo Urbano - Progetti Speciali Per Le Periferie
Elvira Amata

Politiche Del Lavoro - Sicurezza Luoghi Di Lavoro E Mobilità Urbana
Carmelo Capone

Politiche Della Famiglia – Rapporti Con Le Chiese Politiche Per La Sicurezza
Dario Caroniti

Politiche Del Territorio
Giuseppe Corvaja

Politiche Del Mare E Manutenzioni
Pippo Isgrò

Politiche Scolastiche
Salvatore Magazzù

Politiche Finanziarie
Orazio Miloro

Patrimonio Comunale E Decentramento
Francesco Mondello

Commercio Ed Artigianato
Giuseppe Puglisi

Risanamento
Pippo Rao

Politiche Di E-Government
Carmelo Santalco

Lavori Pubblici E Sviluppo Economico
Gianfranco Scoglio

Loro sedi.


OGGETTO: Lettera di denuncia in merito alla scellerata opera di cementificazione della città di Messina e proposte di riqualificazione.











Sono Dario Micci, studente dell'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e messinese innamorato della sua splendida città.

L'estensione di un centro urbano è un fenomeno normale. Questo fenomeno diventa meno normale quando la crescita avviene in maniera del tutto sconsiderata non curandosi della tutela del paesaggio, dei piani regolatori e delle normative che possano regolare i termini di costruzione degli edifici che contribuiscono alla sua estensione.

Questo è ciò che da troppo tempo sta succedendo nella nostra città, una città che sta perdendo quasi del tutto la sua bellezza paesaggistica proprio a causa dei progetti avanzati da chiunque abbia un pezzetto di terra edificabile e realizzati da ingegneri, geometri o architetti che, seppur preparati nella loro professione da un punto di vista eminentemente tecnico, non sembrano essere altrettanto preparati dal punto di vista artistico o estetico.
La nostra splendida città soffre del non rispetto di alcun criterio edilizio: il prestigioso Sacrario di Cristo Re che un tempo la dominava, insieme al Santuario di Montalto, è stato inglobato in quintali di cemento appartenente a decine di orrende palazzine che ricoprono in maniera sconsiderata le colline circostanti.

Ciò che rende ancora più paradossale la situazione è il totale disinteresse delle varie amministrazioni comunali, compresa l'attuale, le quali non si sono mai impegnate nel tentativo di porre rimedio a questo devastante fenomeno.

Mi giunge nuova e sprono per la redazione di questa lettera la notizia della costruzione di una palazzina nelle immediate vicinanze del Santuario di Montalto che, se vera, risulterebbe l'ennesimo scempio edilizio al quale questa amministrazione, che si pregia di avere al suo interno degli Assessori che continuano a sostenere che Messina debba rinascere, ha dato i permessi necessari alla messa in opera del progetto e continua ad elargire permessi, non solo per la realizzazione di ammassi di cemento e ferro ma anche per l'abbattimento di costruzioni d'epoca, seppur di secondario o non rilevante interesse storico.

Ritengo che sia arrivato il momento di aprire gli occhi e renderci conto che la bellezza paesaggistica, oltre che artistica, sia uno dei pochi punti di sviluppo della nostra città. E' lì che bisogna puntare per il serio “Risorgimento Messinese” e la nascita di posti di lavoro, temi sui quali voi, Assessori di questa giunta, spesso vi pronunciate.
E' il bello che porta il turista a recarsi in un luogo per ammirarlo, non la cementificazione sconsiderata ne la speculazione edilizia.
E' ora di iniziare a prendere esempio da città che sono, a questo punto, molto più avanti della nostra; città come Brescia, Bergamo, Mantova, Modena, Bologna (e se ne potrebbero citare ancora altre) che puntano sulla qualificazione di ciò che già esiste sul loro territorio e non sulla costruzione, ex novo, di orribili palazzi i quali inquinano il panorama ed il paesaggio; città in cui, laddove si decida di costruire, i progettisti sono tenuti a rispettare delle severe norme edilizie e ad aprire i cantieri solo dopo l'approvazione del Comune che, tuttavia, concede permessi solo a progetti rispettosi del contesto storico-ambientale esistente nella zona e di un certo rilievo edonico.

Confido nel buon senso di questa amministrazione affinché si dia uno stop efficace alla edificazione incontrollata di squallidi edifici che non rendono onore ad una città come la nostra ricordando a tutti i Sig. Assessori che gli anni '70, gli anni della costruzione edilizia di ispirazione sovietica, sono passati da quasi quattro decenni e che non si possono più assecondare richieste edilizie simili a quelle degli anni sopracitati paragonabili più a loculi cimiteriali o alveari più che ad abitazioni per essere umani viventi.

Mi sono sentito in dovere di scrivervi nonostante la mia momentanea assenza dalla città dello stretto, per motivi di studio, da Milano dal momento che amo molto Messina e ne sento una grande nostalgia; sono certo che anche voi nutrite, nei sui riguardi, lo stesso sentimento citato da me: dimostriamogli il nostro amore squisitamente patriottico facendo capire anche ai messinesi che la politica loca è sensibile a tali problematiche e alla Sicilia e all'intera nazione che una delle città giudicata tra le meno vivibili d'Italia, vuole reagire e proporre la sua reale bellezza al fine di continuare ad affascinare i visitatori che sono la prima fonte di pubblicità.





Milano, lì 30.06.2009


In fede
Dario Micci

lunedì 6 luglio 2009

IL PARTITO DEMOCRATICO & DI PIETRO NON VOGLIONO RAPPRESENTARE L'AREA PROGRESSISTA DI QUESTO PAESE


Dare una “casa” politica a chi che per disperazione è costretto a votare Pd o Di Pietro perchè insofferenti al populismo di destra oppure Pdl o Lega perché allergico allo statalismo di sinistra


di Dario Maestranzi

Dario Maestranzi, consigliere comunale di Trento; invitato all’Assemblea di Chianciano, ma ragioni di famiglia gli hanno impedito di essere presente. Questo il testo della sua comunicazione.



Bungiorno a tutti gli intervenuti, non potendo essere presente di persona mi viene concesso l'opportunità di intervenire in questo importante consesso per iscritto e vi ringrazio per questa possibilità. Anzitutto mi presento, sono un consigliere comunale di Trento di 36 anni appena rieletto in un movimento liberaldemocratico chiamato “Leali” e coalizzato al centrosinistra. La prima volta nel 2005 fui eletto nelle liste di Forza Italia e risultai come il consigliere di minoranza più votato. In seguito alla presentazione di un mio ordine del giorno per l’istituzione del registro delle unioni civili, pochi mesi dopo la mia elezione, fui estromesso dal gruppo consiliare ed espulso da Forza Italia poiché mi rifiutai di ritirarlo.La proposta, dopo aspre polemiche, fu approvata. Nel febbraio del 2008 ho presentato un’altra proposta in tema di diritti civili questa volta finalizzata all'istituzione del registro telematico dei testamenti biologici.
In questo caso però la proposta è stata respinta dal Consiglio comunale e così Trento ha fallito l'opportunità di essere il primo comune in Italia a dotarsi di tale strumento.



Ho fatto questi due semplici esempi per farvi capire che il mio impegno e quello del gruppo di cui faccio parte si caratterizza, senza compromessi, per una forte attenzione per le tematiche legate ai diritti civili e alla laicità. Vi scrivo da una provincia che viene solitamente considerata ai “confini dell’impero” della politica italiana, il Trentino. Una terra che fa della sua autonomia un fortino, dove si vive quasi in remige di autarchia e dove l'influenza del clero e delle cooperative bianche è fortissima. Nonostante questo, storicamente, vi è uno zoccolo duro liberale, radicale, laico e alle ultime elezioni europee la lista Bonino-Pannella ha fatto registrare un incoraggiante 2,9% a livello provinciale e un ottimo 4,2% a Trento. Intervengo perchè sono pronto, assieme ad altre persone, ad impegnarmi per implementare questi numeri contribuendo co! sì al lancio, o al rilancio se preferite, di un progetto politico liberaldemocratico, punto di riferimento e di incontro per le sensibilità liberali e socialdemocratiche.Un soggetto politico di cui l’Italia ha assoluto bisogno e non penso che vi sia bisogno di entrare nel merito dei perché. Penso ad un soggetto politico che parli a tutti gli italiani in cerca di maggiori libertà civili, di meritocrazia, di pari opportunità nel mondo del lavoro e nella società. Un soggetto politico che sia credibile interlocutore dei ceti produttivi, della cosiddetta "classe media" e di quel "popolo delle partite iva" con i quali la sinistra italiana (quella di allora e quella odierna) non riesce proprio a dialogare e che conseguentemente sono segmenti di società "regalati" al populismo di centrodestra.



Un soggetto politico che riporti tra le priorità dell’agenda politica il tema del risparmio e della produzione di energia, il sostegno alla ricerca e alla formazione, che ridia centralità ai temi della legalità, della democrazia, della trasparenza, dell’etica della politica. Un soggetto politico di stampo europeo, che aderisca alla Eldr ma che si presenti in tutte le consultazioni elettorali, dalle comunali fino alle elezioni per il Parlamento di Strasburgo; perchè i problemi di legalità, di trasparenza, di democrazia, di difesa del territorio, di laicità delle istituzioni, iniziano anche, se non soprattutto, dagli enti locali. Guardate, voi, noi, abbiamo di fronte una grande responsabilità: non si tratta di costituire un contenitore politico per dare domicilio alla nostra passione politica e al nostro impegno civico, si tratta invece di rilanciare un’area politica indispensabile per sostenere il progresso economico, civile, sociale e democratico del nostro disgraziato Paese. Si tratta se volete di dare casa agli elettori che per disperazione sono costretti oggi a votare Pd o Di Pietro perchè insofferenti al populismo di destra oppure Pdl o lega perché allergici allo statalismo di sinistra. Non perdiamo questa occasione, l’Italia non se lo può permettere. Vi ringrazio per l’attenzione riservatami e vi auguro un buon proseguimento dei lavori di questa assemblea. Se i presupposti e le finalità di questo progetto politico sono quelli annunciati da molti di voi nei giorni scorsi e quelli da me velocemente descritti in questo breve intervento, potete contare su di me
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Alex Zanotelli nel suo invito alla disobbedienza civile sulle norme del "Pacchetto sicurezza"

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