lunedì 26 ottobre 2009

SESSO PRIVATO & POLITICA PUBBLICA


La situazione. Ha ragione Rosy Bindi: il PD ha grossi problemi e la “ricetta” radicale…


di Valter Vecellio

Si può, si deve provare pena, dal punto di vista umano, per l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo e per la sua famiglia. Marrazzo ha fatto tutto quello che non doveva fare, e se nessuno che non sia lui, la sua coscienza, la sua famiglia, deve e può sindacare sui suoi comportamenti privati e le sue preferenze sessuali, non può che lasciare sgomenti e sconcertare la dinamica dell’accaduto: accettare di essere ricattati; cercare di tacitare i ricattatori pagandoli, e per di più con degli assegni (poco importa che dopo si sia cercato di bloccarli); prestazioni sessuali anche queste pagate con assegni “in bianco”; utilizzo di automobile istituzionale con autista in attesa; pensare, anche solo per cinque minuti, che lo scottante verbale reso alla magistratura restasse un segreto; sapere che c’è un filmato in circolazione, e pensare, anche solo per cinque minuti, che questo filmato non venisse alla luce; dire bugie accampando complotti, “bufale” e quant’altro…Più che il fatto, è il modo, quello che “offende”...e dal momento che le parole spesso rivelano assai più di quanto non dicano, che pensare di quell’excusatio non petita: “Gli errori che ho compiuto non hanno in alcun modo interferito nella mia attività politica e di governo”…?

Ripetiamolo: tutta la vicenda è estremamente penosa; e non è il caso – almeno per ora – di aggiungere altro. C’è però un problema serissimo, è individuato da Rosy Bindi nell’intervista a Luca Telese per “Il Fatto Quotidiano”, pubblicata domenica scorsa: “E’ l’ora di trarre una conclusione seria e grave: si apre una nuova questione morale che tocca anche il PD…Subito dopo le primarie dobbiamo riunirci e guardarci negli occhi su tutti questi problemi…”.

Forse dovevano farlo prima. Le “spie” del malessere sono numerose e non di oggi: dal responsabile del circolo del PD romano che stuprava donne sorprese la notte da sole, al cretino che via web si augura la morte di Berlusconi; dal caso di Castellamare, con il circolo inquinato dalla camorra e un iscritto del PD ucciso da un altro iscritto…I risvolti penali di queste vicende, naturalmente, competono alla magistratura; ma la questione politica, c’è tutta; e si chiama: selezione del personale politico, necessità di creare anticorpi, e urgenza di trasparenza. Ci si ripete: al PD sono davvero sicuri che non sia opportuno e necessario studiare, per esempio, il modello organizzativo dei radicali? Un partito “aperto”, libertario per eccellenza, unico al mondo per quanto riguarda criteri di iscrizione, partecipazione, organizzazione interna; e che pur essendo “aperto” non ha mai avuto un caso di infiltrati, e nessun dirigente, militante, iscritto, è stato mai arrestato, condannato, inquisito, indagato per reati contro la pubblica amministrazione? E al PD sono davvero sicuri che non sia opportuno e necessario, per esempio, fare loro la battaglia politica per l’istituzione dell’Anagrafe Patrimoniale degli Eletti e per la trasparenza dell’operato degli amministratori? Forse molto di quello che oggi dobbiamo patire e subire ci verrebbe risparmiato…

martedì 20 ottobre 2009

CHE PARTITO DEMOCRATICO SARA'?


A Berlusconi va benissimo un PD senza proposte e iniziativa politica.
Al cittadino invece non può andare bene un partito democratico ambiguo,controverso e dilaniato da lotte di potere.

articolo di Valter Vecellio

Il soggiorno nella dacia dell’amico Putin sul lago Valdai, in compagnia dell’altro caro amico Gerard Schroeder (attualmente nel libro paga di Putin) è “privato e riservatissimo”; sapremo dunque tutto, con adeguato corredo di fotografie su “Chi” o su qualche altro giornale di casa. Berlusconi ci racconterà di aver allacciato accordi economici di enorme rilevanza, di aver contattato dalla “meravigliosa” residenza putiniana con “terrazze, giardini ed enormi acquari con pesci tropicali” i potenti del mondo, e tornerà dalla “rimpatriata dall’amico Putin” (titolo de “Il Giornale”) raccontando del suo mirabolante ruolo di protagonista nella composizione delle crisi internazionali, mondiali, planetarie e cosmiche.

Berlusconi ha mobilitato tutto il suo enorme apparato mediatico-pubblicitario, e poco importa se si spacciano bubbole da mane a sera. Quel che conta è che ogni giorno promettere qualcosa, insinuare e sparigliare: si promettono case a costruzione rapida e immediata a chi non ce l’ha, si promette una radicale riforma della giustizia, l’abbassamento delle tasse e incentivi per la produzione e l’occupazione, la riduzione del debito pubblico, la lotta alla criminalità diffusa, ogni tipo di sviluppo e di progresso. Poco importa se poi tutto rimane sulla carta, nulla cambia, e tutto peggiora. Quello che conta è la “mossa”, i proclami, l’invettiva. Finora hanno pagato. L’apparato mediatico-illusionistico funziona.

Quella che non funziona è l’opposizione. Impegnata in primarie fasulle non si comprende quali siano le proposte concrete e alternative al nulla della maggioranza. Per dire: riforme istituzionali, riforma della giustizia, welfare, pensioni, sanità, diritti civili: oltre che la doverosa, ma minima denuncia dell’inaccettabile “fare” di Berlusconi e della sua maggioranza, che cosa? Che cosa si vuole, si propone, cosa ci si propone di fare, con chi, e come? Le prossime elezioni regionali saranno un cruciale banco di prova. Vogliono continuare a perdere come hanno fatto finora? Vogliono continuare nella fallimentare politica di preclusione, di ostinata chiusura a chiunque non si professi fedele e sia “semplicemente” leale? Berlusconi è screditato, in affanno, la sua immagine è ridotta a una macchietta, è guardato con sospetto da molte cancellerie per gli ambigui rapporti con i Putin e i Gheddafi; ma questo non significa che sia in disarmo, non autorizza a credere che non sia in grado – ancora – di essere pericoloso; anzi, lo è di più. Berlusconi e la sua maggioranza si sono guadagnati a giusto titolo la medaglia dei “capaci di tutto”; ma la forza, la risorsa maggiore di Berlusconi viene da questo PD, “buono a nulla”. Fino a quando?

lunedì 12 ottobre 2009

S-PUTTANATI !


Italia sputtanata. Il presidente del Consiglio se ne intende. Tre domande, di Stefano Manichini, Gianfranco Pasquino e nostra


di Valter Vecellio

La domanda di Manichini e di Europa.

«L’Italia sputtanata», tuona il presidente del Consiglio, protagonista a Benevento dell’’ennesimo attacco a testa bassa contro i presunti autori del complotto contro di lui e il suo governo: stampa internazionale (tutti: “New York Times”, “Economist”, “Times”, “Guardian”, “Le Figaro”, “Die Welt”, “El Pais”, “El Mundo”, “Wall Street Journal”…), presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, magistratura associata, giornali italiani (da intendere: “Repubblica”, “Espresso”, “Corriere della Sera”…esclusi insomma, i giornali di casa);, conduttori televisivi (Santoro, Floris, Fazio…), gli onnipresenti comunisti (strana accusa per chi ha per “caro amico” un comunista vero come Vladimir Putin)…la cosa è facilmente liquidabile con una facile, scontata battuta: il presidente del Consiglio sa evidentemente di che cosa parla, dice quel che dice a ragion veduta conoscendo a fondo la materia. Più seriamente: sì, l’Italia è sputtanata, e l’autore dello “sputtanamento” è chi lo denuncia.



Più che confutare le corbellerie ormai quotidiane del presidente del Consiglio, frutto evidentemente di una strategia “difensiva” che avrà congegnato con i suoi consiglieri (gli avranno consigliato, per esempio, a Benevento, la camicia nera come simbolo evocativo, o semplicemente per cercare di occultare una antiestetica pancetta?), è piuttosto opportuno spendere qualche riflessione su chi, dall’opposizione, dovrebbe fornire un’alternativa allo sgoverno esistente e dilagante; un’alternativa che – per quanto evocata – non si vede e non si coglie.



Il direttore di “Europa” Stefano Manichini domenica nell’editoriale che apriva il suo giornale sottolineava che nel PD sono ancora troppe le tensioni accumulate, troppi i nodi interni da sciogliere: “Gli osservatori hanno avuto l’impressione di una inadeguatezza complessiva, dei candidati e del partito. Non si può dare loro del tutto torto…”. Poco prima annotava che a fallire non è stato tanto il progetto del PD, quanto “gli uomini che lo incarnavano. Gli uomini che danno gambe alle idee”, e non si nascondeva che il gruppo dirigente del partito si è caratterizzato per una quantità di sbandamenti e l’incapacità di dare all’Italia “prima governi forti e duraturi adesso un’alternativa valida al peggiore dei presidenti del Consiglio da 150 anni”.



Un’editoriale, quello di Manichini, lucido e impietoso, che si apre con il quesito-battuta di Diego Bianchi-Zoro: “Alle primarie vanno a vota’ i simpatizzanti. I simpatizzanti? Ma se stamo sul cazzo a tutti, quali simpatizzanti?”.



E siamo alla seconda domanda.



C’è chi, questo nodo, lo scioglie gordianamente. Per esempio Gianfranco Pasquino, sul “Fatto quotidiano”: “…Con una procedura bizantina, di cui è difficile valutare le caratteristiche di democraticità, usando perviacemente una terminologia fuorviante (non sono primarie, ma sono votazioni per eleggere il segretario del partito)…il PD tenta di mascherare la sua impotenza politica con un presumibile bagno di folla”, è la radiografia del politologo bolognese.



“Sconfiggere Berlusconi”, osserva Pasquino, “non per via giudiziaria, peraltro nient’affatto da scartare poiché la politica democratica non è al di sopra delle leggi né, tantomeno, della Costituzione, ma per via politica, richiede per l’appunto un’azione, un progetto, una leadership politica…Le idee politiche camminano sulle gambe dell’organizzazione e delle persone che sono disposte, almeno per una parte della loro vita, a rischiare, non a fare compromessi. Il codice etico del partito, che non contempla indicazioni sul cumulo delle cariche e sul passaggio da cariche a cariche, deve essere potenziato da un codice politico che garantisca democrazia interna e circolazione di una classe dirigente che ha sostanzialmente fallito. In attesa di un’impennata qualitativa della competizione, sarebbe interessante avere risposte precise su come verrà governato il PD per tutto il tempo che non riuscirà a governare il paese”.



Terza domanda: i radicali.



C’è un grosso problema: quello di un’opposizione che non sa e non riesce a essere tale. Ha giustamente sconcertato indignato la vicenda delle tante assenze dei deputati dell’opposizione che in occasione del voto sullo scudo fiscale. Ma questa vicenda è solo la punta di un iceberg. Né si può pensare che il problema sia costituito da un Carneade che per l’occasione si chiama Antonio Gaglione, un habitué dell’assenteismo parlamentare: ha “disertato” ben 4045. Ora non c’è dubbio che se davvero Antonio Gaglione si è permesso di disertare 4045 l’aula di Montecitorio, è giusto che sia additato a pubblica esecrazione, non foss’altro per il suo sprezzante e disgustoso modo di reagire alle osservazioni di chi gli chiedeva conto del suo assenteismo. Ma per sapere: se avesse “disertato” il voto “solo” 4044 volte, se per caso in occasione della vicenda dello scudo fiscale si fosse presentato e votato, il problema non si sarebbe posto? Per essere più chiari: perché la presidenza del gruppo del PD ha tollerato che Gaglione per ben 4044 non facesse il suo dovere di parlamentare, e solo alla 4045 ci si è indignati”? A difesa di un’altra parlamentare assente, Paola Binetti, che nel momento cruciale era a una manifestazione della Croce Rossa, si dice che è tra i parlamentari più assidui. Peggio che andar di notte: è stata mandata a Montecitorio perché partecipi a manifestazioni della Croce Rossa? E non è di una inaudita gravita che chi è sempre presente, proprio quel giorno non lo sia stato? Al di là dei singoli episodi della singola vicenda, forse, non è più opportuno, necessario e urgente chiedere per esempio ragionare sul modo in cui si è gestito il gruppo parlamentare del PD alla Camera e al Senato? Le vicende alla “Dorina Bianchi”, i “patti” stipulati con i Gasparri di turno, non sono la certificazione che qualcosa, molto non va?



Non è il caso di cominciare a parlare del modo esemplare, per quel che riguarda comportamento istituzionale, serietà e rigore, della delegazione radicale alla Camera e al Senato, del loro lavoro in aula e in commissione, la loro correttezza formale e sostanziale, che tuttavia non impedisce (e anzi, forse proprio per questo), li rende all’interno del gruppo stesso degli “appestati”, considerati degli alieni, corpi estranei? Siamo sicuri che il loro approccio, il loro “fare” non possano costituire utile, prezioso “materiale” per una riflessione di tutti? Quand’è che sarà possibile fare un raffronto sul comportamento dei parlamentari radicali, e il loro modo di essere e fare opposizione, con quello degli altri parlamentari del PD, siano essi di origine DS, Margherita, teo-dem? In una parola: ci sono parlamentari leali, ci sono parlamentari fedeli. Possibile che i primi debbano essere sempre mortificati, e i secondi premiati?



Se con la stessa compiaciuta sollecitudine con cui si registrano le iniziative di Antonio di Pietro e dell’Italia dei Valori ci si aprisse anche alle iniziative politiche dei radicali, e non sporadicamente come finora accade, non sarebbe un buon servizio alla causa che si intende rappresentare, alla politica stessa? I radicali, per la prima volta, hanno deciso di essere presenti, in modo organico e non episodico, a elezioni amministrative, come le prossime regionali. Questo è un dato politico che non dovrebbe essere sottovalutato. E’ troppo chiedere che finalmente sia avviata una discussione seria, un confronto alla luce del sole, su contenuti, questioni, programmi?





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domenica 4 ottobre 2009

DAL FANGO NON SI ESCE . Commissari di parte,magistratura che ama archiviare,e il solito Berlusconi.


Parole in libertà.Come il fango. Non basta assistere al disastro umano,sociale e ambientale, ma dobbiamo anche ascoltare dichiarazioni che destabilizzano le residue particelle di equilibrio di ognuno di noi. Tutta la gente intervistata si scaglia contro gli amministratori.Lamenta omissioni,promesse,mancati interventi e sperpero di danaro pubblico. Le stesse cronache ci ricordano gli avvenimenti degli anni precedenti. Anche la semplice osservazione neutrale delle colline messinesi – da nord a sud – ci documenta un disastro in progressione. Un continuo “grattare” e costruire che nessuno,proprio nessuno,ferma. Da Montepiselli alla collina dietro l'autogrill di Tremestieri.Sulla Panoramica salendo verso Faro e Sperone. Sulla spiaggia a S.Agata o Spartà. Situazioni di piccola e grande speculazione o di lottizzazioni di cooperative di ogni colore politico. Tutte ben rappresentate in consiglio comunale e provinciale e nelle giunte degli enti locali.
Eppure,nonostante tutto ciò, dobbiamo ascoltare interviste scandalose di chi ha il coraggio di ribaltare con cinismo la frittata. Interviste,oltretutto, giornalisticamente in ginocchio. La dichiarazione più irritante quella dell'assessore Scoglio che arriva a definire “sciacalli” coloro che parlano di abusivismo. Senza neppure accorgersi che, dal ministro Prestigiacomo al sottosegretario Bertolaso, in tanti hanno parlato proprio dei guasti derivanti dall'edilizia condonata dopo avere costruito fuorilegge e fuori regola cancellando normative antisismiche,cubature,distanze di sicurezza,verifiche sulla fornitura dei materiali etc. Sciacalli anche Bertolaso e la Prestigiacomo? Certo, c'è un concorso di colpa tra chi,per motivi vari,costruisce non rispettando le regole e chi suggerisce il silenzio assenzo,la concessione a progetti fasulli,la facilitazione sulle mancate verifiche tecniche e sui controlli in corso d'opera e per l'ottenimento dell'abitabilità e la conformità. Ed allora le responsabilità sono chiare. Il dipartimento Pianificazione urbanistica e quello per le attività edilizie e repressione dell'abusivismo così come anche il dipartimento alle urbanizzazioni primarie e secondarie dovrebbero essere messi sotto una bella lente d'ingrandimento.Dalla Magistratura in primo luogo prendendo atto che le amministrazioni attive e i tanti consigli comunali non lo hanno mai voluto fare. Ogni sindaco ha sempre confermato,più o meno, gli stessi vertici. L'arch. Minutoli è,di fatto,diventato il grande e potente gestore delle iniizative immobiliari nella nostra città.Sempre schivando inchieste giudiziarie e scandali. Oro Grigio e simili per esempio. Da questi dipartimenti iniziano i disastri e si manifestano le responsabilità che la parte politica copre,asseconda,anzi sollecita in virtù dello scambio del consenso e,a volte,anche per ottenere profitti.
Discorso a parte la questione della protezione civile. In una città ad altissimo rischio sismico la questione è stata trattata sempre come fatto marginale. Come non ricordare i contentini dati all'ing. Salvatore Rizzo ( che per tristissima ironia della sorte è anche il professionista più legato alla zona del disastro) con la delega assessorale o da esperto. Tutto però è sempre stato legato alla stesura del Piano ( cartaceo) comunale, illustrato virtualmente, dall'attuale amministrazione ma assolutamente inesistente nella pratica. Con un sito realizzato presso l'ex centrale del latte dalla precedente amministrazione. Locali privi però di ogni risorsa necessaria anche alla più minima emergenza. Con tecnici a mezzo servizio che, addirittura lo scorso 5 maggio erano stati spediti in Abbruzzo non si sa bene a fare cosa. Tanto è vero che l'intervento di questi giorni è stato garantito esclusivamente dalla Protezione civile nazionale con oltre 350 vigili del fuoco provenienti da fuori. Quindi una mancanza di immediatezza di provvedimenti da parte comunale e provinciale nonostante “l'allerta meteorologica” che avrebbe presupposto un adeguato stato d'attenzione. La precipitazione iniziata alle 18,30 e terminata attorno alle 21,00 di giovedì scorso ha visto il primo intervento della Guardia Costiera che ha raggiunto la spiaggia di giampilieri alle ore 2. Quindi dopo 5 ore dalla fine della pioggia e ben otto ore dall'inizio del temporale. In tutto questo tempo cosa hanno fatto e organizzato i responsabili della Protezione Civile comunale? C'era qualcuno in sede. C'era qualcuno che rispondeva ai centralini? C'era qualcuno che metteva in allerta l'autoparco municipale? Non si hanno notizie in proposito da parte dell'assessore competente. Preoccupano quindi non poco le dichiarazioni del grande e ubiquo manager della protezione civile,Bortolaso, che dice che a breve il “supporto” della protezione Civile Nazionale sarà ritirato e tutto andrà trasferito alle “autorità locali” Prefettura,regione,provincia,comune.C'è da stare allegri.
Ultimo punto. Le evacuazioni, i trasferimenti - deportazioni negli alberghi, l'assistenza ai famigliari delle vittime del “fango di stato”. La struttura sanitaria sembra avere reagito bene anche se,come in altre occasioni,per alcune situazioni si è reso necessario il trasferimento a Palermo o Catania.Ma la continuità nelle turnazioni ospedaliere ci risulta eccellente. Anche il volontariato ha risposto bene intervenendo nei tre alberghi ospitanti. A parte qualche meschinità avvenuta all'hotel Europa da parte di un'acida signorina che ha persino rifiutato la disponibilità di altri volontari ( forse aveva paura di perdere la medaglietta). Qualcosa di più delle preghiere ci saremmo aspettati dalla Curia. In città esistono immobili imponenti ed inutilizzati che il vescovo cerca di offrire in vendita o in locazione alle pubbliche amministrazioni. L'ex sede dell'istituto Marconi a S.Chiara, per esempio,potrebbe benissimo essere utilizzata per una sistemazione adeguata e decente che,temiamo, non sarà breve.
Rimangono e continueranno a spadroneggiare tutte le parole inutili sullo stato di calamità, sulle competenze, sulle risorse necessarie e, immancabilmente, sul dirottamento dei fondi destinati al ponte. La visita del cavaliere suscita appetiti di ogni tipo. Alla fine qualcuno riuscirà a pensare a come mettere in sicurezza questa città ( tutta la città) e a come dare un futuro sereno a quel migliaio di nuovi profughi che all'improvviso hanno visto stravolta la loro esistenza?

Messina 3 ottobre 2009
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