venerdì 30 aprile 2010

SILENZIO STAMPA SU FRANZA

NESSUNA TESTATA GIORNALISTICA NE VUOLE PARLARE. QUASI A VOLER DIMENTICARE FORSE LA PAGINA PIU’ BUIA DEL CALCIO ITALIANO E, PER QUANTO CI RIGUARDA, ANCHE DI QUELLO MESSINESE. A NOI E’ SEMBRATO NATURALE E DOVEROSO FAR COMPRENDERE AI LETTORI, ATTRAVERSO LE PAROLE DI UN GIUDICE DI QUESTA REPUBBLICA, IL PERCHE’ DI CERTE CONDANNE, IL RUOLO ATTIVO AVUTO DAL MESSINESE TULLIO LANESE, COSA SI NASCONDESSE DIETRO ALCUNE VITTORIE ‘DI CARTONE’ E LA PERMANENZA IN SERIE A DELL’FC MESSINA. SOLO COSI (CERTAMENTE SIAMO ANCORA SOLO AL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO), PARTENDO DA QUI, POTREMO RISCRIVERE LA STORIA RECENTE DEL CALCIO MESSINESE TARGATO FRANZA E ANCHE DI TUTTO IL RESTO. EDG
PUBBLICHIAMO STRALCI DELLA SENTENZA DEL G.U.P. DE GREGORIO, PRONUNZIATA IL 14 DICEMBRE DEL 2009 E DA QUALCHE GIORNO DEPOSITATA. IN PARTICOLARE PUBBLICHIAMO IL PASSAGGIO CHE RIGUARDA L’FC MESSINA, “SQUADRA LEGATA ALLA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE PROMOSSA, COSTITUITA ED ORGANIZZATA DA LUCIANO MOGGI, ANTONIO GIRAUDO, INNOCENZO MAZZINI, PAOLO BERGAMO, PIER LUIGI PAIRETTO, MASSIMO DE SANTIS E MARIANO FABIANI”. “ASSOCIAZIONE COSTITUITASI IN EPOCA E LUOGO IMPRECISATI ED OPERANTE IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, CON CONDOTTE DELITTUOSE MANIFESTATASI, NELLA LORO CONCRETA OPERATIVITA’, FRA L’ALTRO, ANCHE NEL SETTEMBRE 2004 A NAPOLI AD OPERA DEGLI ORGANIZZATORI LUCIANO MOGGI E MARIANO FABIANI E PROTRATTESI ININTERROTTAMENTE ALMENO SINO AL GIUGNO 2005″. E POI… “IN PARTICOLARE, REALIZZAVANO IL PROGRAMMA CRIMINALE SIA ATTRAVERSO LA CONSUMAZIONE DI DELITTI DI FRODE IN COMPETIZIONI SPORTIVE DI CUI AI CAPI CHE SEGUONO, MEDIANTE SISTEMATICI INTERVENTI CHE SI PROPONEVANO E REALIZZAVANO LA PREDISPOSIZIONE DELLE CD. “GRIGLIE” PROPEDEUTICHE AL SORTEGGIO DEGLI ARBITRI E LA REALIZZAZIONE DI TALUNI DELITTI AD ESSI STRUMENTALI, SIA, ANCHE ABUSANDO O COMUNQUE AVVANTAGGIANDOSI DEI RUOLI RISPETTIVAMENTE RICOPERTI ED AL FINE DI RAFFORZARE LE CONDIZIONI NECESSARIE PER IL PERSEGUIMENTO DI TALE PROGRAMMA, ADOPERANDOSI: …(E QUESTA E’ LA PARTE CHE RIGUARDA L’FC MESSINA NDR) PERCHE’ VENISSERO FAVORITI GLI INTERESSI (SPORTIVI E QUINDI ECONOMICI) DI ALTRE SOCIETA’ CALCISTICHE ALLEATE AL SODALIZIO (PARTICOLARMENTE MESSINA, REGGINA E SASSARI TORRES), ED IN PARTICOLARE PER GARANTIRE LA ISCRIZIONE AL CAMPIONATO DI SERIE A 2005/2006 DEL MESSINA E DELLA REGGINA, NONOSTANTE LA ASSENZA DEI PRESUPPOSTI DI CARATTERE FINANZIARIO, E COMUNQUE, PER TUTELARE GLI INTERESSI ECONOMICI PROPRI DELLA FAMIGLIA FRANZA, PROPRIETARIA DEL MESSINA CALCIO.” … “IN TAL MODO PREDETERMINANDO GLI ESITI DEL CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A PER LA STAGIONE 2004/2005 (SCUDETTO, PIAZZAMENTI PER LE COPPE EUROPEE E RETROCESSIONI) E, PIU’ IN GENERALE, CONTROLLANDO E CONDIZIONANDO L’INTERO SISTEMA DEL CALCIO PROFESSIONISTICO ITALIANO NELL’INTERESSE DELLA JUVENTUS E DELLE ALTRE SOCIETA’, STABILMENTE O OCCASIONALMENTE, LEGATE ALL’ASSOCIAZIONE (MESSINA, REGGINA, LAZIO, FIORENTINA, AREZZO, SASSARI TORRES ECC), REALIZZANDO IN DEFINITIVA ILLECITI ED INGENTISSIMI PROFITTI ECONOMICI PER TUTTI GLI AFFILIATI ALL’ORGANIZZAZIONE ED AI SOGGETTI CHE COMUNQUE AD ESSA FANNO RIFERIMENTO”…

sabato 24 aprile 2010

IL DISASTRO DELLE POLITICHE GIOVANI A MESSINA


conclusioni della giornata su
“L'ascolto e il dialogo”
Rapporto sulle politiche giovanili a Messina
I minori a Messina.


Secondo una stima approssimativa i minori costituiscono il 18 % della popolazione. Ovvero, nel nostro capoluogo, la cifra si aggirerebbe attorno a 40 mila ragazzi.
In Sicilia i minori da 0 a 17 anni sono oltre 1 milione.

Come vivono, come giocano i minori.
In aumento vertiginoso, tra i ragazzi di 11 e 17 anni l'uso dei cellulari e del computer. Ma molto vasta è la popolazione minorile esclusa da queste opportunità. Non disponiamo di analisi sulla fruizione dei diversi tipi di intrattenimento ( cinema,libri,musei,spettacoli sportivi,teatro,concerti). Il gioco per i più piccoli è impedito dalla mancanza di spazi e di luoghi adeguati come dimostrano le classifiche annuali sulla “qualità della vita” nella nostra città.


Emarginazione e povertà.

Le stime indicano in una percentuale attorno al 25 % dei minori poveri costretti all'esclusione sociale. Ciò significa che almeno 10 mila minori a Messina vivono in stato di povertà.
scolarizzazione, asili nido,dispersione scolastica. Il dato più evidente è quello che riguarda la crescita dei minori stranieri presenti nel nostro distretto scolastico. Una delle sfide immediate è, quindi, quella che riguarda l'inserimento di tutti i bambini e i ragazzi stranieri.

L'Osservatorio ha avviato il progetto di “Cittadinaza Globale” che però stenta a raggiungere livelli adeguati di efficacia a causa della scarsa collaborazione di alcuni riferimenti istituzionali.

Per quanto riguarda il numero degli asili nido e delle scuole materne bisogna rilevare il boom dell'offerta privata e la cronica debolezza di quella pubblica. Questo settore meriterebbe una seria e severa riconsiderazione da parte delle pubbliche amministrazioni.

Non è stato possibile inoltre avere dati certi e precisi sull'abbandono scolastico. La carenza strutturale nella ricerca e nella trasparenza dei dati rappresenta uno degli elementi più negativi della nostra realtà.

Le stime indicano nel 24 % la percentuale dei ritiri. Il fenomeno riguarda soprattutto la scuola media superiore e la fascia di ragazzi che provengono da ambienti familiari svantaggiati. La Sicilia assieme al Molise è la regione che registra il maggior numero di abbandoni. Così come alte sono le quote di interruzioni di frequenza scolastica e di alunni non valutati per assenze dovute a motivi familiari.

Minori e salute,Inquinamento,Minori e psicofarmaci e dipendenze;

L'obesità infantile si attesta attorno alla media nazionale che è del 36% tra i bambini di 10 anni. Ciò a causa di una seria campagna sull'alimentazione ( anche nelle mense scolastiche) e alla bassissima percentuale di attività sportiva praticata dai giovani. L'inquinamento atmosferico,elettromagnetico e da rumore, in città, raggiunge livelli altissimi. L'Osservatorio,assieme al responsabile del WWF Giuseppe Falliti ha in cantiere alcune iniziative mirate alla tutela ambientale.
In Italia gli adolescenti che fanno uso di antidepressivi si attestano attorno a 30 mila. Secondo i dati elaborati dal Comitato scientifico di neuropsichiatria si sostiene che il 9% soffrirebbe di disagi o turbe mentali e il 10% circa di disturbi da deficit dell'attenzione con iperattività. A seguito del decreto ministeriale del 22 luglio 2003 è stato deciso che il farmaco “Ritalin” non doveva più considerarsi sostanza stupefacente ma “psicofarmaco prescrivibile a bambini e adolescenti”.Con tutte le conseguenze del caso. A seguito di questa sciagurata tendenza in Italia è nata la campagna “Giù le mani dai bambini” per affrontare con metodologie pedagogiche ed educative problemi riguardanti il disturbo.

Disagi giovanili e familiari.

All'interno delle famiglie nascono e si giocano le soluzioni ai problemi legati al disturbo alimentare,all'uso di alcool e droghe, ai fallimenti scolastici, ai comportamenti antisociali fino ad arrivare a disturbi depressivi e comportamenti psicotici . Non si riescono a individuare quali siano le strategie della società e delle varie pubbliche amministrazioni per fare fronte a tale oscuro scenario. L'Osservatorio insiste nel richiedere,ancora una volta, alla amministrazione comunale e provinciale l'istituzione del Garante per l'Infanzia che possa realizzare un progetto condiviso di Politiche per i giovani.

Lavoro minorile,sfruttamento In Italia sono circa 500 mila i minori tra 11 e 14 anni che svolgono lavori precoci. Prevalentemente praticano lavori occasionali o stagionali. C'è ancora molta ambiguità e confusione nella definizione del lavoro minorile e/o dello sfruttamento.
Quello che invece oggi emerge prepotentemente è lo sfruttamento sessuale dei minori.In Italia si calcolano 31 mila minori sfruttati,in particolare immigrati. Nella nostra città non è assolutamente trascurabile la crescita del numero delle ragazze, non immigrate, che, per condizione di estrema povertà si avviano alla prostituzione occasionale e non.

Minori in istituto,adozioni,affido Dopo la Legge n° 146 del 28 marzo 2001 che sanciva la chiusura definitiva degli istituti dal 31 dicembre 2006 venivano avviate le “case alloggio” o “case famiglia”. In Sicilia si contavano 539 bambini accolti negli istituti.
L'affidamento è regolato in Italia dalla legge 149/ del 2001 e consiste nell'accogliere per un periodo determinato . L'affido può essere consensuale o giudiziale. Il 42% dei ragazzi in affido ritorna a casa.

Le condizioni dei giovani diversamente abili;
Assoluta mancanza di case famiglia o di progetti “dopo di noi”. La condizione, da tutti i punti di vista, è sconfortante. Su questa situazione l'Osservatorio si propone una serie di iniziative mirate a cambiare l'assurda triangolazione tra risorse sperperate,appalti e sevizi non di qualità.

lunedì 19 aprile 2010

UNIVERSITA', DONNE e ABUSI


OGGI, sul quotidiano locale,in un articolo di 5 colonne a pagina 36, veniva riportata ampiamente una vicenda che riguarda una donna,meglio, una quasi ragazza. La storia è questa. Il docente inglese dell'Università di Messina,tale Tony Harris, ha denunziato e fatto arrestare una sua ex studentessa di 24 anni accusandola di "stalking" ovvero molestie. Secondo il maturo professore,che il quotidiano definisce "affascinante", la ragazza avrebbe abusato della sua tolleranza inglese con telefonate,email,sms,mms. Insomma un degnissimo docente della nostra degnissima università che viene vessato da una peccatrice incallita. Lui, galantuomo distinto e morigerato,dopo aver provveduto a farsi accompagnare da guardie giurate si è recato al Commissariato di Milazzo dove il dirigente avrebbe potuto accertare le minacce telefoniche dell'ex allieva.Da li il provvedimento di carcerazione della GIP di Milazzo Anna Adamo.
I fatti in realtà,che conosciamo,sarebbero diversi.Almeno il contesto sarebbe diverso.Ma, senza bisogno di riportare le circostanze che,secondo noi sono privatissime,basterebbe farsi la seguente domanda.Come mai il docente nei precedenti quattro anni,cioè quando la ragazza era ancora una sua studentessa,non si è mai infastidito delle attenzioni dell'allieva? Forse poteva esercitare un dominio essendo il suo docente? Forse dentro le stesse stanze della facoltà di lettere e filosofia si sentiva più protetto? E,una volta senza rete,ha scoperto la sua fragilità e immaturità cercando di liberarsi delle attenzioni di una donna che non poteva più dominare? E,quindi ha fatto in modo di farla cadere in un tranello? Forse si. E se così fosse, come sono convinto che così fosse,questa ragazza non dovrebbe oggi essere aiutata,difesa,protetta? Non credo abbia voglia di farlo il rettore o il corpo accademico che si sentiranno legati alla difesa della casta. Ma almeno le donne di Messina,su questo,lo facciano.

giovedì 15 aprile 2010

LA TRUFFA DEI VACCINI


La situazione. Il grande bluff dell’H1N1

di Valter Vecellio

Sui giornali la notizia pare esser è scivolata tra la generale indifferenza. La recupero da un’interrogazione al ministro della Sanità di Maria Antonietta Farina Coscioni. Il consigliere speciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Keiji Fukuda sostiene che, per quanto riguarda il virus dell’H1N1, quella che un tempo si chiamava “peste suina”, c’è stata difficoltà di comunicazione, confusione, surplus di “offerta” di vaccini. Un linguaggio diplomatico, che però nell’essenza conferma quanto si sostiene in un dossier pubblicato giovedì scorso su “Notizie Radicali” e in estratto sull’ultimo numero di “Agenda Coscioni”.


Cominciamo col dire che su questa vicenda i radicali hanno presentato sette interrogazioni, tutte rimaste senza risposta. Si raccoglieva un allarme lanciato fin dal 14 settembre scorso un allarme del professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, ipotizzava che il fenomeno in realtà fosse enfatizzato per pilotare milioni di euro in quelle che definisce «le voraci fauci delle multinazionali dei farmaci».


Si chiedeva conto del contratto stipulato con la multinazionale Novartis, quanto costavano alle casse dello Stato i vaccini; se era vero che con la Novartis era stato sottoscritto un contratto con clausole curiose, che contemplavano la possibilità di mancato rispetto delle date di consegna del prodotto senza alcuna penalità per l'inadempiente o che prevedono che un eventuale rimborso da parte della società produttrice il vaccino sia possibile solo per danni causati a terzi a causa di difetti di fabbricazione, mentre in tutti gli altri casi, ad essere rimborsata sarebbe la ditta farmaceutica.


Al di là delle parole, i fatti e le cifre:
Non c’è stata pandemia influenzale. Da ottobre i casi di persone contagiate dal virus H1N1 sono stati poco più di 4 milioni. I morti sono stati in totale 210, cioè circa lo 0,005 per cento. Numeri dunque di gran lunga inferiori a quelli patiti nel 2008 per la “normale” influenza. Per quanto riguarda le dosi di vaccino, il governo ne ha acquistate 24 milioni di dosi; ne sono state distribuite solo 10 milioni. 830 mila le persone che si sono vaccinate. La spesa: il contratto siglato dal ministero della Salute con la Novartis vale 184 milioni di euro. Considerato il flop delle vaccinazioni, non un grande investimento per la salute pubblica e per i cittadini-contribuenti.


A questo punto bisogna davvero chiedersi se il Grande Allarme mondiale per l’H1N1 non sia stato, in realtà, un Grande Bluff. E’ giunto il tempo di chiarire. Il rapporto Levinson, ispettore del ministero della Salute USA parla esplicitamente di esperti di vaccini prezzolati e di clamorosi conflitti di interesse, che la paura mediatica dell’influenza faceva parte di una strategia commerciale. Quello che è accaduto negli Stati Uniti può essere accaduto anche da noi. un’inchiesta indipendente per chiarire gli aspetti di questa vicenda sarebbe opportuna.
Questa la situazione, questi i fatti.

mercoledì 7 aprile 2010

PILLOLA ABORTIVA e SCIOCCHEZZE GRATUITE


Ru486, tutto quello che non si dice del farmaco e del ricovero
di Carlo Flamigni

Le dichiarazioni dei due Governatori leghisti che hanno affermato di non voler consentire l’uso della pillola abortiva Ru486, come del resto le esternazioni di alcuni vescovi in loro appoggio, fanno parte della quota di sciocchezze che siamo ormai abituati ad attenderci dai dirigenti della Lega (e, purtroppo, anche da alcuni esponenti della Chiesa Cattolica), persone altrettanto improvvide quanto rapide nella ritrattazione, e non mi pare che meritino particolare attenzione, la legge non dà loro alcun potere del genere e l’elettorato leghista non merita dirigenti così poco assennati.

Di ben diverso rilievo è l’intervento del Consiglio Superiore di Sanità (Css), che ha approvato un documento inusuale (ad esempio, riporta complessivamente 170 voci bibliografiche che non sono mai citate nel testo e che contengono, diciamo per il 90%, opinioni completamente difformi dalle conclusioni del Css) che prevede il ricovero ordinario per tutte le donne che sceglieranno di abortire con il metodo farmacologico. Per capirci, si tratta di un tentativo di rendere poco applicabile l’aborto farmacologico costringendo le donne a un lungo, inutile e fastidioso soggiorno in Ospedale.

Non mi dispiacerebbe che il Consiglio Superiore di Sanità, che se non sbaglio non è organo di una Loggia Massonica ma, più modestamente, una Istituzione dello Stato, rinunciasse a vietare la diffusione dei verbali delle riunioni e dei documenti interni. Voci di corridoio (voci femminili di corridoio) riferiscono che il Presidente del Css ( Il professor Garaci, Presidente anche dell’Istituto Superiore di Sanità) ha inviato a tutti i membri una lettera nella quale chiedeva (esigeva?) che il documento fosse approvato all’unanimità; le stesse voci riferiscono che l’unanimità non c’è stata e che al contrario ci sono state voci di protesta. Basterebbe un po’ di trasparenza per evitare la diffusione di queste chiacchiere (calunnie?).

Ma parliamo dell’obbligo di ricovero ordinario, una scelta che certamente sarà causa di un contenzioso, almeno con alcune Regioni. La prima cosa da rilevare è che un ricovero ordinario non è necessario, la maggior parte dei Paesi che utilizzano l’Ru486 preferisce il ricovero in Day Hospital e molti altri non ricoverano e lasciano che tutto si svolga a domicilio. Ci sono esperienze amplissime che lo dimostrano e le stesse esperienze italiane lo confermano. Il secondo rilievo è che si tratta di un ricovero inutile, che viene proposto, almeno in teoria, per evitare possibili complicazioni senza tener conto del fatto che, se complicazioni si verificano, sono sempre molto tardive e si manifestano giorni dopo che il ricovero è finito.

Terza cosa, si tratta di una scelta in gran parte inapplicabile, la nostra Costituzione ci consente di rifiutare i ricoveri obbligatori, salvo casi che non hanno niente a che fare con questo. Poi è una scelta che va tutta a sfavore delle donne che, quando avranno deciso di firmare la cartella e di tornarsene a casa, cosa che faranno in molte, saranno veramente sole perché la responsabilità delle strutture sanitarie cesserà di esistere. E ancora, è una cosa che va contro il buonsenso clinico e l’esperienza dei medici, l’aborto farmacologico riproduce una situazione frequente nella patologia ostetrica spontanea, l’aborto interno, che nessun medico, nelle stesse iniziali settimane di gravidanza, si sognerebbe mai di ricoverare.

Andiamo avanti. La nostra Costituzione stabilisce l’esistenza di notevoli limiti per tutti i legislatori – e quindi sia per quelli statali che per quelli regionali – per tutto quanto ha a che fare con le modalità di cura e i trattamenti sanitari e non credo che possa essere il Ministro della Salute a poter intervenire nei problemi che riguardano la libertà professionale del medico e il rapporto tra costui e i suoi pazienti, anche tenuto conto del fatto che in questa materia esiste un unico possibile limite, che ha a che fare con la tutela della salute del cittadino-paziente. Ancora: la legge 194, che regolamenta le interruzioni volontarie della gravidanza,non fa mai riferimento a un ricovero ordinario, descrive la degenza come “eventuale”, consente l’esecuzione degli interventi chirurgici negli ambulatori (che non hanno possibilità di ricoverare pazienti).

La stessa legge lascia inoltre aperta una strada alla innovazione, quando affida alle Regioni il compito di promuovere l’impiego di tecniche più moderne e più rispettose della integrità fisica della donna (e questo è esattamente il caso). E ancora. Stiamo parlando di trattamenti che appartengono alla categoria dei livelli essenziali di assistenza, cioè di cure che ammettono l’intervento del Ministero solo per quanto riguarda l’idoneità delle strutture, non la modalità con la quale debbono essere erogate. E stiamo parlando del Css, che è autorizzato a dare pareri privi di conseguenze giuridiche specifiche. Insomma saranno le Regioni, molte delle quali hanno già istituito gruppi di esperti capaci di preparare specifiche linee guida, a decidere i comportamenti che sarà saggio adottare.

Elaborare linee guida generali basate sul desiderio di fare un dispetto alle donne e un favore al Vaticano non è solo sbagliato, è controproducente. Temo, per concludere, che molte brave persone si siano lasciare confondere da un libro recentemente pubblicato da due gentili signore, nel quale erano contenuti dati peculiari e altrettanto poco credibili sui drammi che potrebbero conseguire all’impiego del farmaco in questione. Il medesimo testo afferma che l’aborto farmacologico determinerà un aumento delle richieste di interruzione della gravidanza, affermazione lesiva della intelligenza delle nostre donne e comunque contraddetta dalle esperienze di tutto il mondo.

Secondo questo testo, infine, la totalità di coloro che sostengono che si tratta di un metodo con vantaggi e svantaggi ma che è comunque conveniente utilizzare anche nel nostro Paese, avrebbe venduto l’anima all’Industria Farmaceutica. Poiché personalmente nutro, per l’Industria Farmaceutica, la stessa fondamentale antipatia che provo per le due suddette signore, credo di poter essere assolto da questa accusa. E a proposito del libro in questione, userei una espressione cara agli spagnoli: corramos tupido velo, meglio lasciar perdere.
07 aprile 2010
Follow Us

VATICANO & GAY

PROCESSI e INFORMAZIONE

Alex Zanotelli nel suo invito alla disobbedienza civile sulle norme del "Pacchetto sicurezza"

© L'Informazione di Saro Visicaro All rights reserved | Theme Designed by Blogger Templates