mercoledì 20 luglio 2011

La politica che non parla di mafia



Mentre il sindaco Buzzanca posa corone di fiori in ricordo di Borsellino e si tuffa in un mare di retorica antimafiosa (sfidando persino il senso del ridicolo) tutti gli altri si nascondono. La (non) opposizione in consiglio comunale rappresenta semplicemente uno scherzo del destino.Un destino che li ha voluti eletti chissà come e chissà perchè. I deputati regionali del Pd,poi, sono troppo impegnati a inseguire il governatore Lombardo per occuparsi di fenomeni criminali. Il senatore D'Alia,commissario parlamentare antimafia,lasciati alle spalle gli amici Cuffaro e Romano dorme sonni tranquilli.Gli amici di Fini organizzano conferenze stampa per mandare messaggi all'ex amico Buzzanca sorvolando sulle cose pesanti.La sinistra, che dire? Qualsiasi ricerca del confronto si possa tentare loro rispondono con spruzzi biliosi o silenzi imbarazzanti. Molto positiva,in questo quadro, la partecipazione di Tonino Cafeo alla manifestazione "Giù le mani da Borsellino" di ieri sera.Come positivo è stato il contributo di tanti iscritti al partito di Di Pietro nonostante la diserzione degli attuali "vertici" organizzativi locali. Altrettanto incoraggiante il contributo alla stessa manifestazione di Alessandro Russo e Ciccio Quero - Palano del Circolo PD Libertà. Delle organizzazioni sindacali notizie non pervenute ( anzi mal pervenute).
Premesso tutto ciò la questione è purtroppo seria. Messina è sempre più in mano alle organizzazioni mafiose.L'unica attività "produttiva" è quella legata all'usura e al reimpiego in attività "legali" di soldi provenienti da affari illegali. Su tutto ciò silenzio assoluto da parte di tutti. Il ciclo dei rifiuti è, in modo evidentissimo, in mano alla mafia. La sanità idem. I trasporti e servizi altrettanto. Avete sentito qualche opinione,dichiarazione,intervento su tutto ciò da parte della politica messinese? Neppure un cenno. Siamo persino arrivati al punto che,ieri, nel palazzo della Giustizia si sia tenuto un convegno "contro" la mafia che ha visto la partecipazione di un funzionario dello stato abbastanza vicino a quell'avvocato Cattafi che il pentito Bisognano indica "capo dei capi di Cosa Nostra" come oggi tutti i giornali riferiscono. Eppure una notizia così esplosiva NON ha meritato una,dicasi una,dichiarazione da parte di esponenti della politica,del sindaco che ieri era a quel tavolo,dei magistrati stessi che ieri erano li.Notizia taciuta e non commentata da nessuna tivvù locale,da nessun giornale online. Questo spiega abbastanza il silenzio che gli stessi organi hanno rigorosamente tenuto per l'iniziativa "irregolare" di ieri in ricordo di Paolo Borsellino.
Tentare di scalfire questa montagna di omertà e di paura non è semplice.Ma non sarebbe giustificabile non tentarci.Se politica,istituzioni,informazione in convergenza d'interessi intendono alimentare questo stato di cose è una ragione di più per gridare la nostra rabbia. Silenzio,solitudine,indifferenza, sono cose che conosciamo bene e sappiamo che sono i nemici della verità e del cambiamento. Quindi sono anche i nemici della gente onesta.

domenica 17 luglio 2011

Giù le mani da Paolo Borsellino


GIù LE MANI DA PAOLO BORSELLINO -

appuntamento martedì 19 luglio ore 19,00 ingresso principale Fiera.

Scenari vecchi e nuovi e le trame dei "convitati di pietra". Interviene Antonio Mazzeo giornalista di Terrelibere.org

Questa iniziativa è stata promossa da un gruppo di cittadini della società civile di Messina per impedire che venga strumentalizzato il sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta per fini diversi da quelli che sono stati i suoi valori nella vita e nell'attività investigativa.

Adesso che l'inchiesta dei giudici di Caltanissetta fa emergere con chiarezza il movente che portò alla strage di via D'Amelio. Adesso che si riafferma quell'intreccio perverso tra personaggi dello Stato e Mafia bisogna evitare di confondere le idee e nascondere le verità ai cittadini.

Non è quindi tollerabile che qua.lcuno tenti di ostentare il ricordo della memoria di Borsellino per sponsorizzare centri di speculazione turistica e immobiliare. Non è tollereabile che si arrivi al punto di sovrapporre alla lotta per la Giustizia portata avanti da Borsellino la lotta per gli interessi di coloro i quali ritengono che pecunia non olet.

Questi i motivi molto chiari che ci hanno portato a promuovere l'iniziativa di martedì sera alla quale invitiamo a partecipare i cittadini responsabili della nostra Città

sabato 9 luglio 2011

Porticcioli a gogo


A Messina,anzi Barcellona Pozzo di Gotto,opera e agisce un grandissimo economista.Non è ancora di fama mondiale,non è neppure di scuola liberista come Antonio Martino,ma si impone ormai come insuperabile tecnico per le future scelte strategiche post globalizzazione.Messina potrà contare sulle sue idee e sul suo fiuto. Il nostro è anche,a tempo perso, sindaco della città dello Stretto oltre che deputato regionale, medico nutrizionista,appassionato di barche e di belle compagnie. Proprio oggi, il quotidiano locale lo ha ospitato concedendogli mezza pagina di cronaca.Per dire cosa? Ma semplice,tracciare la linea dello sviluppo prossimo futuro della città che amministra. Accantonando,per adesso,la bella favola della grande opera ( cioè il ponte) e dei suoi 40 mila lavoratori da occupare per sei anni (sic), il tuttologo ha dichiarato: "per rilanciare l'economia messinese bisogna costruire porticcioli". Infatti,fa notare argutamente,a Tunisi ogni tre-quattro miglia vi è un porticciolo.Ma chissà perchè i tunisini fuggono dalla loro terra in cerca di lavoro in Europa.Avranno forse saputo che a Messina iniziano i lavori per i porticcioli? Chissà.Tornando alle teorie del Peppino ex missino come può una città con 50 chilometri di costa non trovare convenienza dalla realizzazione di più porti turistici? Come può ? Come può? In questa illuminante idea però,qualcuno pensa ci sia il suggerimento di un noto avvocato,assessore e grande amico di coloro che quei porticcioli desiderano ardentemente. Li desiderano anche così tanto perchè a pagare saremo noi cittadini. Loro,i furbetti,li sfrutteranno soltanto. 140 miliardi "soltanto" per quelli previsti nella zona di Grotte.
Chissà come mai il grande economista non abbia ancora trovato soluzioni per gli operai dell'ex Birra Messina,per quelli dell'ATM,per la Rodriquez,per le decine di attività che chiudono nell'abbandono totale. Forse perchè dietro di loro non c'è nessuna lobby monopolista che li sostenga.
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Alex Zanotelli nel suo invito alla disobbedienza civile sulle norme del "Pacchetto sicurezza"

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