sabato 24 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
TRA ABUSI EDILIZI e ILLEGALITA'
Le associazioni "Familiari vittime della strada", "Meter & Miles", "Lega ambiente dei Peloritani","Senza Barriere", "Unione Italiana ciechi", sabato 10 marzo hanno promosso un sit - in in prossimità di un "simbolo" dell'abuso realizzato contro la mobilità delle persone diversamente abili e non. In Contrada Badessa - Faro Superiore . sono state infatti realizzate delle villette a schiera proprio su suolo pubblico con l'eliminazione dell'esistrente marciapiede. Tutto con i crismi della "regolarità" amministrativa.
Per questo motivo la prima manifestazione contro le Barriere, si è voluta promuovere di proposito in uno dei tanti insediamenti periferici della nostra Città. I prossimi appuntamenti saranno organizzati nei punti strategici e istituzionali del comune per cercare di suscitare la giusta indignazione per la sempre maggiore invivibilità di tutto il territorio.
Dalla foto che pubblichiamo si può vedere chiaramente come l'insediamento edilizio della cooperativa che ha ottenuto la concessione urbanistica sia dentro la strada pubblica e ben oltre l'allineamento dei marciapiedi esistenti. Una discontinuità evidentissima con il resto delle costruzioni realizzate. Perchè sia stato concesso questo "favore" ad alcuni privati a danno di altri cittadini non è dato sapere. C'è una lentissima inchiesta della magistratura,un passaggio di indagini dai Carabinieri alla Polizia di Stato ( cosa ancora più strana),un rimbalzo di competenze, diverse interrogazioni al sindaco rimaste senza risposta. Insomma uno dei tanti "buchi neri" nella cementificazione delle colline di Messina.
In questo caso sembrerebbe che il "favore" a costruire sul suolo pubblico sia stato dato dall'avvocato Gianfranco Scoglio,attuale assessore comunale e, all'epoca dei fatti, Direttore Generale del Comune di Messina. Come e perchè abbia fatto una simile operazione sarà da chiarire nelle sedi opportune. Nonostante i silenzi,le omissioni,i comportamenti anomali e gli ostruzionismi istituzionali e non, siamo certi che non siamo lontani dalla verità.
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TRA ABUSI EDILIZI e ILLEGALITA'

sabato 10 marzo 2012
martedì 6 marzo 2012
RESET COS'è? Chiedere all'on.le Genovese.

tratto dal giornale online MESSINAORA.IT
Tanta gente presente dicono i cronisti nei servizi. Tanti ex in attesa potremmo aggiungere. Le parole chiave, dell'incontro promosso il 3 marzo all'ex Giardino Corallo dai fondatori del logo Reset, potrebbero essere queste: tutto & tanto. Abbiamo visto, nella nuova e poco elegante tensostruttura stile serra ricavata dentro lo storico cortile del Dante Alighieri, politicanti curiosi, sindacalisti impegnati, vecchi personaggi in cerca di novità. Ed anche tanti quasi giovani. Un aggregato sociale piuttosto variopinto che molto piace a certa informazione. Fa scena, sempre, la fisiognomica del nuovo.
Da quello che si è potuto capire, dalle interviste rilasciate dai fondatori del movimento, il solco del cambiamento dovrebbe essere rappresentato dalla "buona politica". Forse. L'ing. Maio parla anche, con disinvoltura, di "movimento pulito e lontano dalla politica". L'arch. Elena Mirenda dice di una "Messina già pronta al cambiamento". L'avvocato Battaglia della necessità di "Fare qualcosa". Insomma tante ovvietà. Quasi un inno sommesso per "licenziare i padreterni della politica" descritti da Stella e Rizzo.
Confondendo Politica ( cattiva) e Partiti. Non distinguendo le differenze che, vivaddio, ci sono sempre. Dando l'impressione insomma che la Politica, sempre, rappresenti il nemico e ad essa debba sostituirsi la tecnocrazia più o meno illuminata.
Un miscuglio tra le invettive di Grillo e le volgarità del quotidiano Libero, la retorica della casta.
Certo poi c'è stato il corollario di belle parole. I "Progetti". Quali? "La Città possibile", come? I gruppi di lavoro dal "basso". Ma non abbiamo sentito o letto analisi ai motivi che rendono impotente e inadeguata questa politica. Analisi dalle quali partire per ricominciare.
Il sistema elettorale per esempio. Le regole della Democrazia. La certezza del Diritto. Nessun riferimento ai monopoli in atto alla necessità della ridistribuzione della ricchezza. I miracolosi progetti in itinere, certamente strabilianti, da chi dovrebbero essere finanziati, accettati, approvati? I privati? Quelli che già oggi a Messina o in tutto il Paese determinano ogni cosa? Oppure lo Stato, gli Enti locali. Chi insomma dovrebbe realizzare questa "Città possibile"?
Certo ci facciamo domande. Quelle che riteniamo utili e opportune a capire. Cosa serve a ripetere veline. Non è questa la funzione di una testata come "MessinaOra". Le domande e i dubbi non significano contrarietà, avversità a qualcuno o qualcosa. I dubbi, i ragionamenti più che i bla,bla, servono a modificare, arricchire gli strumenti di valutazione. Piacerebbe capire cosa veramente vuole un movimento come quello messo su dall'arch. Tinaglia (nella foto) e dai suoi amici. Oggi, più che nel passato, c'è chi è molto interessato a profittare dalla crisi. Personaggi che manipolano le finanze, che costruiscono castelli di carta, che invece di lavoro pensano ai profitti e basta.
Francamente sembra ingenuo pensare, fermando il ragionamento a Messina, che i Nania, i Genovese, i D'alia, e tutti coloro che vivono di privilegi, di abusi di potere e non solo, di impunità, per chissà quale miracolo dovrebbero lasciare libero il campo a dei nuovi profeti.
La realtà, francamente, ci sembra un tantino più complicata. La necessità di cambiamento è indiscutibile. Ma non bastano le pur lodevoli intenzioni per avviare una prospettiva e un futuro seri, efficaci, riformatori e innovatori. L'anagrafe, la meritocrazia, dei fautori che sperano nel riscatto etc. non sono sufficienti. Siamo stufi e ormai impermeabili al cambiamento che poi lascia tutto immutato.
Ci piacerebbe discutere di credito bancario diffuso per chi vuole crescere, di ordini professionali trasparenti e liberi, di pubblico impiego incentivato, di decentramento reale, di università rifondata.
Insomma di tutto quello che sia necessario per fare affondare l'eterna "classe feudale".
Oggi come ieri abbiamo "i ministri della malavita" ( cf Salvemini non Travaglio), i sindaci della corruzione eletti "democraticamente" attraverso la manipolazione elettorale e l'informazione deviata. Soltanto avendo idee chiare e onestà intellettuale si potrà voltare pagina.
Era il 1925 quando Salvemini, Ernesto Rossi, Carlo e Nello Rosselli fondarono la rivista "Non Mollare". Denunciavano attraverso quel foglio privilegi, monopoli e ingiustizie sociali. Non sembra abbiamo avuto molti seguaci. (SARO VISICARO)
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